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Domenica 30 ottobre


Giovedì 27, Ottobre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


È l'amore che salva, non il giudizio; il giudizio condanna. Gesù semina la certezza che alla speranza non sarà mai permesso morire. Anche se gli altri puntano il dito contro di te perché ti considerano un poco di buono, e probabilmente lo sei, Dio vede la tua bontà che abita le radici e il profondo del tuo cuore. Per Lui tu sarai sempre Zaccheo. Quel nome 'Zaccheo', nella lingua del tempo, ha un significato pieno di allusioni: 'Zaccheo' vuol dire 'Dio ricorda'. Per Dio tu non sarai mai dimenticato, sarai 'amabile', sempre.
Zaccheo è una pecora perduta, è disprezzato e 'scomunicato', perché è un pubblicano, anzi, è il capo dei pubblicani della città, amico degli odiati occupanti romani, è un ladro e uno sfruttatore.
Zaccheo si arrampica su un albero, per poter vedere il Maestro che passa. Egli non sa il senso profondo del suo gesto, non sa perché fa questo ma lo fa; nemmeno osa sperare che possa essere superata la distanza che lo separa dal Signore; si rassegna a vederlo solo di passaggio. Ma Gesù, quando arriva vicino a quell'albero, lo chiama per nome: «Zaccheo!». Dio non l'aveva mai dimenticato, il suo nome l'aveva scritto nel cuore.
E Gesù va nella casa di Zaccheo, suscitando le critiche di tutta la gente di Gerico (perché anche a quel tempo si chiacchierava tanto!), che diceva: Ma come? Con tutte le brave persone che ci sono in città, va a stare proprio da quel pubblicano? Sì, perché lui era perduto; e Gesù dice: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo».
In casa di Zaccheo, da quel giorno, entró la gioia, entró la pace, entró la salvezza, entró Gesù. E l'amore accolto genererà altro amore. Gesù non gliel'ha chiesto, non gliel'ha posto come condizione, no, ma dall'incontro con l'Amore è sgorgata la fantasia e il coraggio di un nuovo amore, come strada di gioia vera. Zaccheo non ha accolto Gesù perché era buono, ma è diventato buono quando ha accolto Gesù. Prima incontra, poi si converte. La sua conversione non è condizione, ma conseguenza dell'incontro.
Guardiamo Zaccheo, oggi, sull'albero: il suo è un gesto ridicolo, ma è un gesto di salvezza. E allora, sa ho un peso sulla coscienza, se ho vergogna di tante cose commesse... voglio fermarmi un po', senza spaventarmi. Qualcuno mi aspetta perché mai ha smesso di ricordarmi. È il Padre, è Dio che mi aspetta! Allora, voglio arrampicarmi, come ha fatto Zaccheo, salire sull'albero della voglia di essere perdonato: so che non saró deluso. Gesù è misericordioso e mai si stanca di perdonare! Così è Gesù.
Lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù! Ascoltiamo dentro il cuore la sua voce che ci dice: 'Oggi devo fermarmi a casa tua', cioè nella tua vita, per riempirla di pace, di serenità, di coraggio, di salvezza... di quell'amore che diventerà sorgente di nuovo amore.
Gerico è su ogni strada del mondo, è anche certamente sulla mia strada: passa Gesù, mi chiama per nome, si invita a casa mia. Se lo accolgo, non me ne pentiró mai.
Buona domenica.

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