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Domenica 31 gennaio


Giovedý 28, Gennaio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Unito al brano di domenica scorsa, di cui è il seguito, il vangelo di oggi è un vero e proprio simbolo di tutta la vita di Gesù. Da una iniziale accoglienza fatta di meraviglia e stupore, si passa al sospetto frutto della durezza del cuore che non accetta di comprendere, fino alla decisione di condanna. Succede quel giorno a Nazaret, 'sua' città, così succederà nel corso della sua missione fino alla Pasqua di Gerusalemme.
Potrebbe peró disegnare anche la parabola della nostra vita di fede che parte da una buona accoglienza (pensiamo a quando da bambini abbiamo 'imparato' il catechismo) fatta di meraviglia e di gioia, passando poi per le stagioni della indifferenza o addirittura del rifiuto, tornando, nei casi più fortunati, ad una fede quasi di 'necessità' quando le vicende della vita adulta mostrano quegli ostacoli che fanno riaffiorare la nostalgia di una fede rassicurante.
In realtà, peró, non è così automatico, perché occorre ritornare da capo ad ascoltare Gesù con l'attenzione adulta, fissare gli occhi su di lui, fare passi dentro una fiducia che non è più solo sentimento, ma che coinvolge la ragione stessa della vita.
Torna così l'attualità di questa pagina di Gesù tra la 'sua gente' a Nazaret. Essi avrebbero voluto un Gesù diverso; avrebbero voluto cambiarlo; lo avrebbero voluto secondo le loro idee, i loro schemi, i loro parametri: e quando vedono che Gesù non è come loro si aspettavano lo rifiutano. Rifiutano ció che li poteva salvare, ció che li poteva guarire, ció che poteva essere la loro vita. ...puó succedere anche oggi a noi.
Due buone indicazioni ci offre questa pagina. La prima: «Nessun profeta è ben accolto nella sua patria». Il rifiuto che Gesù incontra non è un fatto isolato, continuerà ad accadere, è un fatto contemporaneo a ogni generazione, dove abita la comune durezza di cuore, la cecità o l'indifferenza, di cui noi siamo spesso buoni rappresentanti.
E la seconda indicazione: Gesù, peró, «passando in mezzo a loro, si mise in cammino». Gesù non fugge, ma continua a camminare e 'passare in mezzo' a noi. È simbolo della risurrezione. Non è l'opposizione degli uomini che ferma la storia di Gesù: il Messia crocifisso è risorto. Il cammino di salvezza che Gesù compie e offre nell'oggi di ogni generazione è la certezza di speranza che illumina sempre i passi dei suoi discepoli.
Buona domenica.

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