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Domenica 4 febbraio 2018


Giovedì 1, Febbraio 2018
in  Il Vangelo della Domenica


Ci sono dei momenti, lungo tutta la Scrittura, in cui i ritmi si fanno lenti ed altri in cui il ritmo sembra essere incalzante. E questa variazione di tempo ci viene consegnata nella pagina evangelica di domenica prossima nella quale Marco ci presenta una 'giornata tipo' di Gesù.  
Il Vangelo si apre con alcune precisazioni: subito il maestro con i discepoli entrano nella casa di Simone, subito gli parlano della suocera ammalata, e, guarita questa donna, nell'arco di una sera l'intera città si raduna fuori la porta di quella casa perché Gesù guarisse ammalati e indemoniati. Un crescendo di ritmi, di persone, di richieste. Per tutti Gesù ha una attenzione, una parola, un gesto che provoca liberazione, guarigione.
Di tutto questo i discepoli e la folla sono estasiati. Si potrebbe dire che questo è il ritmo dell'amore che non si risparmia, che si fa pienamente dono, è totalmente sensibile alle necessità altrui e non fa attendere una risposta, un aiuto.
Nella seconda parte del Vangelo di domenica, peró, ci viene descritto un Gesù che sembra contraddire quanto appena contemplato: si ritira di mattina presto in un luogo deserto, e dopo essere stato trovato dai discepoli, avendo saputo che la folla lo cercava, decide di proseguire altrove, preferendo portare l'annuncio altrove piuttosto che rispondere alle richieste della gente.
I discepoli rimproverano quell'assenteismo incomprensibile proprio nel momento in cui una breccia è aperta nel cuore della gente: 'tutti ti cercano!'. Eppure questo tempo di allontanamento di Gesù dalla folla acclamante ha un valore altrettanto importante- se non di più - che i miracoli che aveva appena compiuti.
In ogni cosa Gesù vuole educare la gente a cui il Padre lo invia. Dio è il liberatore da ogni forma di passione-possessione, è il guaritore di ogni forma di malattia. Ma questo Dio che Egli è venuto ad annunciare, va ben al di la di questi miracoli e di queste forme che attirano l'attenzione, come se tutto questo fosse solo il livello più esteriore di qualcosa di più profondo.
Il cuore dell'annuncio che Gesù è venuto a portare è che, nel profondo della nostra vita e del nostro essere, possiamo sperimentare la presenza di un Padre che ama, desidera entrare in relazione e si prende cura di ogni uomo. Questo Dio Padre non si rivela che di notte, nella solitudine, nella preghiera silenziosa, luogo autentico e vero dove si sperimenta intimità, comunione, amore senza fine. Fermarsi al miracolo significherebbe allora fermarsi alla superficie, e la presa di distanza di Gesù dalla folla, non è fuga dagli uomini, ma è 'assenza' che invita ad andare più in profondità.
E così, noi tutti che ci scopriamo a cercare da Dio qualche cosa di sensazionale o miracoloso e che rimaniamo delusi dal Suo silenzio, possiamo forse provare a considerare questa Sua Assenza come l'invito a scendere più in profondità... lì si farà trovare.
Buona domenica!

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