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Domenica 4 settembre


Giovedý 1, Settembre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Una folla numerosa andava con Gesù. A volte vedere folle numerose fa credere che tutti sappiano e siano convinti e coscienti di chi o di che cosa stanno seguendo. Non sempre è così. E Gesù non cerca masse che riempiono le piazze, ma uomini e donne che conoscono il sentiero che stanno percorrendo e lo scelgono con libertà. Ecco allora le parole così apparentemente dure che egli rivolge alla 'folla numerosa', di allora e di oggi. Sono parole che bruciano, dure, difficili, persino pericolose se capite male. Sembrano una crocifissione, mentre invece sono una risurrezione del cuore. Sono come la conchiglia che, spezzata, rivela la perla che ha dentro.
Noi restiamo colpiti dal «se non mi ama più di...», quasi ci fosse una competizione fra amori. Ma il cuore del messaggio non è lì, nei «no» a cose belle e forti della vita, ma in un «sì» detto a una cosa più bella ancora, che Dio solo e nessun altro puó dare. È come se Gesù dicesse: 'Tu sai quanto è bello voler bene a padre, madre, moglie, marito, figli... Io ti offro un bene ancora più grande e bello, che non toglie nulla a quanto di bello già vivi, ma aggiunge forza, gioia, profondità'.
Gesù dice ancora: «Se uno viene a me e non mi ama più della sua stessa vita...». È come se dicesse: 'Sei contento di vivere, ami la tua vita? Ebbene io ti faró ancora più contento, perché faró fiorire la tua vita in tutte le sue forme, in tutte le relazioni, in tutte le dimensioni; la amerai ancora di più, con cuore libero e forte'.
Poi nomina la croce: «Colui che non porta la propria croce...». Portare la croce non significa 'sopportare' le difficoltà e le sofferenze della vita (non era necessario che venisse Gesù per un invito che tutti conosciamo bene dall'esperienza quotidiana...). Non si tratta di un atteggiamento passivo ma di un 'prendere' attivo: la 'croce' è il riassunto di tutta la vita e l'esperienza di Gesù Cristo. Portare la croce, allora, vuol dire prendere per sé una vita che assomigli a quella di Gesù: pensare come lui, fare come lui, vivere come lui, amare come lui, senza maschere e paure. È come se dicesse: 'Prendi su di te la tua parte di amore, altrimenti non vivi. Prendi la parte di dolore che ogni amore porta con sé, altrimenti non ami'. La serietà, l'impegno e la perseveranza che la passione di essere discepoli di Cristo comporta rende i discepoli non uomini e donne dimezzati, ma, come Lui, frammenti di cielo sulle strade del mondo.
La rinuncia agli averi? Diceva Madre Teresa: «Quando le cose si impadroniscono di noi, diventiamo molto poveri. Dobbiamo liberarci dalle cose per essere pieni di Dio».
Buona domenica.

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