DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE        Via Parrà, 9 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. 0175.42556 - Fax. 0175.43440

Domenica 5 marzo


Giovedý 2, Marzo 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Inizia il tempo di quaresima, un tempo di grazia che orienta il nostro sguardo all'orizzonte della Pasqua, della vittoria di Cristo sulla morte.
E questo tempo inizia con la contemplazione di Cristo che si inoltra nel deserto 'per essere tentato da Satana'. Gesù vi si inoltra per un tempo di quaranta giorni, numero simbolico, che richiama il periodo dei quaranta anni in cui il popolo di Israele è rimasto nel deserto, tempo di prova in cui il Signore lo ha accompagnato a divenire 'suo' popolo, ad entrare in una relazione filiale con Dio. Così Gesù, spinto nel deserto dallo Spirito, ci conduce con Lui nel luogo che ci prepara a diventare figli.
Al termine dei quaranta giorni di digiuno Gesù sperimenta tutta la sua fragilità. Egli ha fame: una fame di pane, come è facile immaginare, ma anche fame di aver garantite una rete di relazioni fraterne, e di cose necessarie per la vita.
Ed è su questi elementi essenziali, vitali per ogni uomo, che il tentatore attacca Gesù, cercando di condurlo ad interpretare che l'essere Figlio di Dio porta ad avere diritto di possedere cibo, relazioni, cose: 'se sei Figlio di Dio, fa che questi sassi diventino pane... gli angeli ti sorreggeranno... tutte queste cose ti daró'.
Il tentatore mette urgenza, come se, possedere senza alcun indugio, sia necessario per la sopravvivenza. L'altro, che sia pane, persona o cosa, scompare nella sua alterità, ma, funzionale a chi l'afferra, viene fagocitato per colmare un proprio 'bisogno', una propria fame, che alla fine non sarà mai sazia di possedere.
Gesù, invece, reagisce al tentatore ponendo, tra la sua fame e la soddisfazione di questa fame, una Parola: 'sta scritto...'. Una Parola che cita ad ogni tentazione del diavolo, quasi a mettere una distanza, anche temporale, tra il proprio bisogno e l'atto di soddisfarlo.
Prendersi del tempo, accettare di non soddisfare immediatamente i propri bisogni, e osare di rileggerli alla luce della Parola di Dio, questo fa di noi veramente figli di Dio, capaci di attendere la vita e non di impossessarcene, di aspettare una Parola di Salvezza, che aiuta a discernere e capire i nostri veri bisogni. Il potere della Parola che smaschera le nostre meschinità o le nostre false paure che portano a possedere, accumulare, come se la vita dipendesse da noi. Il potere della Parola che ci rende attenti a leggere i bisogni dei nostri fratelli, e che non ci fa temere anche qualche piccola mancanza, perché essa puó rivelarsi terra feconda in cui viene mostrata la potenza della risurrezione.
Papa Francesco, nel bellissimo messaggio che ci rivolge in questa quaresima, ci esorta a fermarci ad ascoltare la Parola, perché, per noi, essa è vita, è capace di suscitare la conversione, aprendoci a Dio e di conseguenza al fratello, percepito come dono.
Allora che questa quaresima sia un tempo di ascolto della Parola, di accoglienza di un seme di Vita, di apertura ai bisogni dei nostri fratelli, perché la nostra vita possa essere vita di persone redente!
Buona domenica!

CorrierediSaluzzo.it è una testata giornalistica.
P.Iva - Cf. - Reg. Imprese CN n. 01893690048
Rea n. CN-142932
Direttore Responsabile: Mario BANCHIO
email: redazione@corrieredisaluzzo.it

Contatta la redazione

© SOCIETA' EDITRICE SALE E LUCE - SOCIETA' COOPERATIVA - Tutti i diritti riservati - Note legali - Area riservata -   Esci
powered by Leonardo Web s.r.l. - MANTA (CN)