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Domenica 6 dicembre


Giovedý 3, Dicembre 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Nella pienezza della storia, quella che segna i ritmi del mondo, dentro i quali scorre la vita degli uomini, «la parola di Dio venne»! E si posó su un figlio del popolo eletto, di nome Giovanni. E 'venne' nel deserto.


Queste prime righe del vangelo di Luca, appena dopo i capitoli della nascita di Gesù, sono come la proclamazione del senso vero del Natale. È Dio il protagonista, è lui che viene, lui che sceglie la dimora dentro la vita dei suoi figli, lui che arriva come un vento nuovo nel deserto.


E da quel deserto 'visitato' da Dio, parte il cammino della conversione, sul quale risuona un grido: 'Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!'. Il gesto che accompagna questa voce è un 'battesimo di conversione'.


L'Avvento, il 'farsi vicino' di Dio, ci prende per mano con la testimonianza di quell'uomo del deserto, Giovanni, il profeta battezzatore. Egli è come l'incarnazione di un antico oracolo del profeta Isaia, dove è annunciata la meraviglia del Dio Salvatore: là dove incontra l'uomo che desidera preparare la strada con la conversione, allora Egli riempirà ogni burrone, abbasserà ogni monte e colle, renderà dritte le vie tortuose, modellerà quelle impraticabili... e «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio»!


Una pagina di vangelo così carica di speranza da far scoppiare di gioia il cuore dei credenti.


E allora ritorniamo all'inizio di tutto, a quella Parola che 'si fa vicina' a me, a te, come s'è fatta vicina a Giovanni.


«La Parola venne su Giovanni»: in queste cinque parole c'è la mia vocazione, la direzione del mio cammino, il senso del mio avvento. Metto il mio nome al posto di quello del profeta, e so che molte volte la Parola è venuta e viene su di me, anche se qualche volta non mi ha trovato lei ritorna. Metto il mio nome, e so che viene a cercarmi per tutti i burroni, i colli, le valli del mio contorto cuore, e di me non si stanca mai. Metto il mio nome, e so che posso diventare 'voce' libera, granello di misericordia e di giustizia negli ingranaggi di questa storia così spesso sbagliata. E so che verrà come forza e come consolazione, come carezza e come coraggio, purché io sia, come Giovanni, uomo che cerca di essere libero, senza maschere e senza paure.


Nessuno di noi è troppo piccolo per non poter essere profeta, anche di una sola parola, di una sola carezza, di un solo sorriso... pietre nuove delle nuove strade preparate per il Signore che viene.


Buona domenica.

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