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Domenica 6 marzo


Venerd́ 4, Marzo 2016
in  Il Vangelo della Domenica


'Nelle parabole dedicate alla misericordia (come quella del padre e i due figli), Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si dà mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto, con la compassione e la misericordia. In queste parabole, Dio viene sempre presentato come colmo di gioia, soprattutto quando perdona. In esse troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede, perché la misericordia è presentata come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono'. Con queste parole Papa Francesco ricorda a tutti il volto del Padre di Misericordia, proprio nel testo della lettera di indizione del Giubileo, che stiamo vivendo.
Dobbiamo convertirci a questo vero volto del Padre: lì inizia ogni autentica e fruttuosa conversione! Se non partiamo dal volgere lo sguardo a Dio, al Dio del vangelo, sono inutili, vuote, infruttuose anche tutte le opere che ci imponiamo, con sacrificio e abnegazione, perché opera delle mani dell'uomo e non creta posata nelle mani del Padre, perché sia Lui a modellare ogni cosa in capolavori d'amore.
Ascoltiamo con attenzione questa parabola di oggi e scopriamo che chi 'si converte' in continuazione è il Padre, mai rinunciando al suo progetto di amare e di dare la vita per i suoi figli. Dare la vita, cioè donare, regalare la sua per rigenerarla in noi, ogni volta che la sciupiamo.
Il centro della parabola non è il figlio prodigo, ma il padre buono: che ama senza misura, forte come una roccia nel saper attendere, dando fiducia e libertà, e tenero come una madre nel saper accogliere.
Un Dio differente, diverso non solo da quello dei farisei, ma anche dall'immagine che spesso noi ancora ci portiamo in cuore. Eppure, il Dio di Gesù Cristo, il nostro Dio è un Padre più grande di ogni nostro errore, di ogni nostra fuga, di ogni nostra resistenza ad accettare il fratello... un Padre più grande del nostro cuore.
La parabola non descrive il finale, come nelle favole, perché il futuro di entrambi i figli, così diversi negli atteggiamenti ma simili nella necessità di 'imparare' il padre, il futuro di me e di te, fratelli e sorelle in fughe e ritorni, è nelle mani del cammino della nostra libertà.
Padre, sono tuo figlio. Grazie di essere Padre a questo modo, nessuno poteva immaginare un Dio così!
Buona domenica.

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