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Domenica 6 novembre


Giovedì 3, Novembre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Il 'Credo' ci fa affermare la risurrezione della carne e la vita eterna, ma anche in noi si accendono spesso gli interrogativi.
Oggi il vangelo entra nella questione della risurrezione dopo la morte, e lo fa a partire da una disputa di un gruppo particolare, i sadducei, intellettuali razionalisti che non credevano alla risurrezione. Erano spesso in contrapposizione con i Farisei, che invece affermavano la risurrezione, anche se intesa semplicemente come un 'prolungamento' del presente. Per mettere in ridicolo Gesù e la credenza nella risurrezione, raccontano una storia di fantasia sui sette fratelli e la moglie del maggiore fra loro.
A differenza dei Farisei che non riuscivano a rispondere e fuggivano, provocando le risate di tutti e alimentando l'orgoglio dei Sadducei, Gesù dà delle risposte. Sempre mite e paziente, per prima cosa risponde che la vita dopo la morte non ha gli stessi parametri di quella terrena. La vita eterna è un'altra vita, in un'altra dimensione dove, tra l'altro, non ci sarà più il matrimonio, che è legato alla nostra esistenza in questo mondo. I risorti, spiega Gesù, saranno come gli angeli, e vivranno in uno stato diverso, che ora non possiamo sperimentare e nemmeno immaginare.
Ma poi, con una semplicità e un'originalità che lasciano pieni di ammirazione, Gesù trova la prova della risurrezione citando la Scrittura, l'episodio di Mosè e del roveto ardente, là dove Dio si rivela come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Il nome di Dio è legato ai nomi degli uomini e delle donne con cui Lui si lega, e questo legame è più forte della morte. Ecco perché Gesù afferma: «Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
E questo è il legame decisivo, l'alleanza fondamentale, l'alleanza con Gesù: Lui stesso è l'Alleanza, Lui stesso è la Vita e la Risurrezione, perché con il suo amore crocifisso ha vinto la morte. In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa.
La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di questa attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia. Ció che accadrà è proprio il contrario di quanto si aspettavano i sadducei. Non è questa vita a fare da riferimento all'eternità, all'altra vita, quella che ci aspetta, ma è l'eternità a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi. Noi siamo in cammino, in pellegrinaggio verso la vita piena, e quella vita piena è quella che ci illumina nel nostro cammino.
Quindi la morte sta alle spalle, non davanti a noi. Davanti a noi sta il Dio dei viventi, il Dio dell'alleanza, il Dio che porta il mio nome, il nostro nome, amici di Dio per sempre.
Buona domenica.

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