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Domenica 7 giugno


Giovedì 4, Giugno 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Oggi celebriamo il Mistero della presenza reale, concreta, attuale, salvifica di Cristo nell'Eucaristia: il Maestro si rende accessibile, incontrabile, si fa pane del cammino, diventa cibo per l'uomo che ha fame di vita e di amore, specie quando si sente affaticato e oppresso, alla ricerca di risposte alle domande vere e grandi.


Gesù offre alle mani dei suoi un pane da mangiare e da condividere come suo memoriale. Ecco la Messa, nella quale abbiamo bisogno di far crescere la nostra fede, affinché non diventi peso, fatica, incomprensione. Se crediamo, allora tutto cambia, e l'Eucaristia diventa il centro della settimana.


È vero: c'è gente che fa il bene senza bisogno di andare a Messa. Ma per me, cristiano, il Bene deriva dall'incontro con Cristo. È vero: la preghiera puó essere personale. Ma l'incontro della comunità ci fa sentire ed essere Chiesa. È vero: non tutte le omelie brillano e mi piacciono. Ma è la Parola al centro, non la sua spiegazione. È vero: la domenica è il giorno del riposo. Ma il riposo è affare di cuore, non di sonno. Ad Abitene, città dell'impero romano nell'odierna Tunisia, durante la violenta persecuzione del 303, alcuni cristiani vennero scoperti a celebrare l'Eucaristia e il proconsole romano promise loro di avere salva la vita, a patto di non fare più quelle 'riunioni'. Risposero: 'Non possiamo né essere né tanto meno vivere da cristiani senza riunirci la domenica per celebrare l'Eucaristia'. Per questo vennero uccisi.


Nel vangelo che istituisce l'Eucaristia, Gesù non chiede prima di tutto ai discepoli di adorare o contemplare quel Pane, ma chiede loro di 'prendere' in quel pane il suo corpo che, come il cibo che mangio, si fa cellula del mio corpo, entra nel mio respiro, nei miei gesti, nei miei pensieri. Si trasforma in me e mi trasforma a sua somiglianza.


Siamo abituati a pensare Dio come Padre, portatore di quell'amore che ci è necessario per nascere; ma Dio è anche madre, che nutre di sé, del suo corpo i suoi figli. Ed è anche sposo/sposa, libero amore che cerca corrispondenza in relazioni di accoglienza e di dono, relazioni che trasformano e fecondano la vita.


Cosa significa accostarsi all'eucaristia? Non si tratta di un incontro devozionale con Gesù, ma la decisione di essere, come lui e con lui, in ogni momento e in ogni situazione, pane spezzato per amore, perché la vita vinca anche dentro le maglie oscure del peccato e della morte.


L'eucaristia, pane spezzato e donato come cibo da Gesù per tutti, è l'alimento della comunità, perché nasca una nuova umanità, dentro il germoglio della risurrezione di Cristo.


Buona domenica.

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