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Domenica 8 marzo


Giovedì 5, Marzo 2015
in  Il Vangelo della Domenica


È singolare e imprevedibile questa pagina di vangelo: ci mostra Gesù con una frusta in mano. Ci colpisce il fatto che Gesù è insieme tenerezza dolcissima e fermezza determinata.


Gesù non è un personaggio 'sdolcinato', egli sa dire dei no quando serve, e lo fa con decisione. Il gesto infiammato e carico di profezia di oggi ben ci accompagna nel cammino quaresimale, soprattutto nelle parole che lo spiegano: «non fate della casa del Padre mio un mercato!».


Egli ripete a ciascuno di noi: non fare mercato della fede, non fare mercato della vita. Non usare con Dio il baratto. Se fai così sei come il cambiavalute e io ti rovescio il tavolo. Devi cambiare mentalità, perché Dio non è sul mercato, Dio non si compra... ed è di tutti!


E qual è la 'casa di Dio' in cui non dobbiamo fare mercato? Non sono soltanto i templi materiali, ricchi di tradizione, di storia di fede e di arte. La casa più vera di Dio è la nostra vita: siamo noi il tempio. Allora il grido di Gesù è: non fate mercato della vita, non ingannatela, non riducetela schiava delle leggi dell'economia e del denaro.


Quanto è importante e attuale ascoltare queste parole, in un tempo in cui tutto sembra governato dal mercato, con leggi che non si discutono, davanti alle quali si inginocchiano i potenti delle nazioni. Oggi il denaro giudica tutto e non è giudicato da nessuno. Eppure questo sistema non solo è sbagliato moralmente, ma non è in grado di rendere felici le persone.


Dobbiamo reagire. Come Gesù e con Gesù. Le leggi sbagliate del denaro, del più forte, del più violento, stanno nella vita del discepolo di Cristo come le pecore e i buoi nel tempio di Gerusalemme: lo sporcano, lo offendono, lo profanano. Gesù dice: non profanare l'uomo, il più santo tempio di Dio, perché è il peggior sacrilegio che si possa commettere.


Se imparassimo a camminare dentro il mondo come dentro un immenso santuario, se imparassimo a camminare verso le persone vedendole come un tempio, allora ogni passo sarebbe un passo verso Dio, un passo dentro Dio.


L'evangelista dice che Gesù «conosceva quello che c'è nell'uomo». Così egli ci indica il luogo del vero incontro con Dio: da un recinto sacro di mura, all'intimo della coscienza, lì dove ogni uomo e ogni donna non decide la vita per qualcosa, ma per Qualcuno.


Il cammino quaresimale ravvivi oggi in noi il più intimo e ardente desiderio: quello di essere abitati da Lui, solo da Lui.


Buona domenica.

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