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Domenica ingresso del parroco a Busca


ATTESA PER DON ROBERTO BRUNA

Giovedì 14, Novembre 2013
in  Valle Varaita



BUSCA- Don Roberto Bruna, parroco di San Chiaffredo, domenica 17 novembre farà il suo ingresso ufficiale nella parrocchia Maria Vergine Assunta, dove guiderà l'unità pastorale di Busca, comprendente anche la parrocchia di provenienza e quelle di Castelletto e di San Vitale.


L'attesa in città è già grande. Sarà accolto con i primi saluti di benvenuto alle ore 15 sul sagrato della chiesa dalla popolazione, dalle autorità civili con il sindaco Luca Gosso e dal clero con il vescovo monsignor Giuseppe Guerrini. Seguirà la solenne concelebrazione della Santa Messa con i canti del coro e dei fedeli.


Originario di Melle (ma la sua famiglia proveniva da Elva), don Roberto Bruna è nato a Saluzzo il 27 giugno 1959. Dopo gli studi nel seminario diocesano è stato ordinato sacerdote nella parrocchia di Melle il 22 ottobre 1983 da monsignor Carlo Aliprandi, vescovo di Cuneo.


Poi il ministero in varie località: viceparroco a Barge fino al 1985, parroco per tredici anni in Alta Valle Varaita, dove si sperimentó la prima forma di unità pastorale, infine parroco dal 1998 a San Chiaffredo di Busca, dove opera da quindici anni. Nello stesso arco di tempo ha sempre svolto il compito di insegnante di religione in varie scuole della diocesi: a Saluzzo, a Manta, a Verzuolo, a Sampeyre e Venasca, quindi a Busca.


Come ricorda gli ultimi anni trascorsi a San Chiaffredo, la comunità che ora si appresta a 'condividerlo' con altre?


«San Chiaffredo- dice don Roberto – è una parrocchia molto vivace, con una buona partecipazione, dove mi sono sentito apprezzato e amato. Le cose materiali fatte sono sotto gli occhi di tutti. Più importante è la catena di amicizie che si è creata e la parola seminata che ha fatto crescere sia la comunità, sia il sottoscritto».


Le principali opere realizzate durante la sua permanenza sono la sistemazione del sagrato e della piazza parrocchiale (con l'intervento del Comune) intitolata a don Costanzo Demaria, il trasloco delle spoglie del sacerdote martire dal cimitero all'interno della chiesa, la ricostruzione della canonica con le annesse nuove aule catechistiche, l'ampliamento della sacrestia e dell'asilo, il restauro dell'organo ottocentesco e alcuni altri interventi di abbellimento della chiesa.


«Ho avuto la fortuna- continua don Roberto – di vivere quasi sempre con altri sacerdoti, se non in casa insieme almeno nella collaborazione in parrocchia, e questo è stato una grazia e un prezioso aiuto. A San Chiaffredo sono state importanti le presenze dei due fratelli Garzino (don Giacomo era stato suo predecessore dal 1975 al 1998, don Giuseppe era stato parroco a Venasca) e negli ultimi sette anni di don Mauro Aimar».


Vi sono stati anche momenti difficili?


«Le difficoltà incontrate sono quelle che provano tutti i sacerdoti: la bellezza del messaggio che portano, che peró deve fare i conti con la fragilità della persona che annuncia. In altre parole essere chiamati alla santità e scontrarsi sempre con la propria miseria ed il proprio peccato».


Come vede il futuro nella nuova più grande e impegnativa realtà in cui è chiamato a operare?


«Non ho programmi precisi- confida don Roberto Bruna con molta semplicità- ma mi metto in atteggiamento di ascolto per capire le attese della gente e, se possibile, poter far sentire la presenza della Chiesa, ma soprattutto lo sguardo amorevole del Signore su ognuno di noi».


l.c.

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