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Fermi tutti, passa il serbatoio Cital


TRASPORTO ECCEZIONALE A VERZUOLO

Giovedì 5, Luglio 2012
in  Valle Varaita



VERZUOLO - Cos'era quel grosso 'tubone' che mercoledì scorso, verso le 20,30, è partito da Villanovetta, ha attraversato Verzuolo e Saluzzo prendendo la direzione di Torino? Questa la domanda spontanea sulla bocca di molti che hanno visto transitare il grosso convoglio sulle nostre strade.


Si trattava di un reattore in acciaio inox SAF2205, costruito dalla CITAL per l'impianto di distillazione di Crescentino, località raggiunta al mattino di venerdì 29 giugno dopo un giorno di sosta a Moncalieri.


Viste le sue dimensioni (diametro interno 4,5 m per oltre 35 m di lunghezza) ha dovuto seguire un percorso totalmente 'cittadino' in quanto non è stato possibile percorrere strade con presenza di ponti e o sovrapassaggi a causa dell'altezza del convoglio di circa 6 m complessivi per oltre 40 m di lunghezza.


La società CITAL Srl con sede a Verzuolo, fondata dal cav. Armando Lenardi ha ormai oltre 30 anni di esperienza nei settori distillerie e impianti industriali, in questi ultimi anni ha partecipato alla realizzazione di importanti impianti su scala mondiale per la produzione di Bioetanolo.


Attualmente CITAL stà seguendo con attenzione lo sviluppo del progetto di Crescentino visto l'interesse da parte di paesi sudamericani e del sudest asiatico; sono infatti allo studio dello staff tecnico di CITAL soluzioni tecniche praticabili per la costruzione ed il trasferimento dei grandi reattori da Verzuolo ai porti di imbarco italiani a causa delle limitazioni strutturali e orografica del territorio italiano/cunesee.


Il bio-etanolo è un carburante derivante da un processo di fermentazione e distillazione di biomassa agricola che permette di ridurre la dipendenza da fonti fossili di importazione e contribuire in modo determinante alla riduzione dei gas serra , inoltre, secondo gli obiettivi europei fissati per il 2020, almeno il 10% dei combustibili per autotrazione dovrà provenire da fonti rinnovabili.


Gli impianti di prima generazione utilizzano colture alimentari (mais, grano, riso, etc..) mentre negli ultimi anni ha rivestito particolare importanza lo studio per la realizzazione di impianti di seconda generazione che sfrutteranno nello specifico Arundo Donax o canna comune, paglia, alghe e cellulosa che, oltre ad essere coltivazioni no food, hanno una maggiore capacità di sequestro CO2 rispetto ai precedenti. L'utilizzo della canna comune (Arundo Donax) ha un ulteriore valore aggiunto dal punto di vista ambientale: la sua coltivazione, infatti, puó avvenire su terreni marginali, non sfruttabili con colture di tipo food. Il primo impianto al mondo di produzione a livello industriale di tale bio-etanolo, detto 'di seconda generazione', è in progetto sul territorio di Crescentino (Vercelli) dalla società Italian Bio Products s.p.a. (Gruppo 'Mossi & Ghisolfi'); CITAL che ha consolidato negli anni il rapporto con Gruppo 'Mossi & Ghisolfi' diventando partner ufficiale per forniture di grossi impianti per il mercato sud americano, ha avuto modo di poter apportare il suo contributo nella realizzazione del nuovo impianto. In particolar modo, grazie ad importanti investimenti tecnologici per la costruzione di serbatoi in sito con procedimenti di saldatura innovativi, CITAL ha fornito e montato in campo tutti i serbatoi di processo, i fermentatori e i serbatoi di stoccaggio per un peso complessivo di oltre 1.000 ton di acciai inossidabili speciali. CITAL ha inoltre eseguito i montaggi dell'intero impianto ricevimento e carico materie prime mentre nelle officine di Verzuolo, oltre al reattore in SAF2205 sono state realizzate le colonne di distillazione anch'esse di dimensioni imponenti.

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