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Geppetto abita a Dronero


Squadra di volenterosi al servizio della città

Giovedì 17, Maggio 2018
in  Valle Maira


DRONERO- È composta da fabbri, falegnami, muratori, giardinieri, hobbisti ma anche da chi,  con la propria esperienza e soprattutto con l'amore per Dronero, contribuisce al recupero ed alla valorizzazione dei beni comunali con lo scopo di abbellire sempre di più la cittadina. Risale al 10 gennaio 2014 la costituzione dell'associazione 'Mastro Geppetto' e dopo 4 anni e mezzo di attività facciamo il punto con il dronerese Gianpaolo Rovera, presidente dei 'Geppetti' (come sono famigliarmente chiamati dai droneresi) ed ex vice sindaco.
Presidente, quanti sono i componenti dell'associazione?
«Da sette soci fondatori siamo saliti ad una ventina di associati: con il presidente che mi ha preceduto, Franco Bernardi, siamo riusciti a trasferire questa passione ad altre persone che si sono avvicinate alla nostra associazione ed hanno chiesto di far parte».
Qual è stato il vostro primo intervento?
«Tutto cominció quasi per caso da un pezzo di ringhiera che necessitava di una saldatura: con l'amico Roberto Cesano mio attuale vice presidente, ci attivammo e da cosa nasce cosa, ci siamo resi conto che sarebbe stato utile formare un gruppo. Abbiamo iniziato con il progetto degli 'orti per le scuole' che consisteva nel rifacimento dei terrazzamenti degli orti comunali, quindi la realizzazione del progetto 'Orti in condotta' in collaborazione con la Direzione Didattica e Slow Food, a cui ha fatto seguito la  ricostruzione del vecchio sentiero  verso il Mulino Cavanna».
Non solo orti, ma anche il ripristino di un'area in stato di abbandono, tra l'altro una delle più belle ed antiche di Dronero, detta 'della riviera'.
«Un lavoro che ci ha dato grande soddisfazione. Ampliando il progetto, negli anni successivi abbiamo creato nel pendio sottostante il Teatro Iris una vigna didattica mettendo a dimora più di 100 viti di Nebbiolo. Siamo ormai al secondo anno di vinificazione ed i ragazzi delle scuole elementari di piazza Marconi e di Pratavecchia hanno sperimentato le vendemmia e la 'pigiatura delle uve a piedi nudi'. L'anno scorso il raccolto è stato abbondante e ci ha permesso di produrre 150 bottiglie di Nebbiolo che sono andate all'asta alla 'Fiera degli Acciugai' con un introito di oltre 1.000 euro, interamente devoluti alle scuole elementari coinvolte nel progetto».
Quindi non solo fabbri e falegnami o muratori, ma anche vignaiuoli?
«Oltre alla Mauro Vini, che vorrei ringraziare, possiamo contare sull'aiuto di un esperto vignaiuolo, Luciano Borra. La 'vigna didattica' di Dronero è l'unica presente in Piemonte».
Quali altri interventi sono stati realizzati dai 'Geppetti'?
«La nostra associazione interviene su richiesta scritta del Comune, il quale ci fornisce assistenza tecnica e materiale. Abbiamo effettuato la  tinteggiatura di parapetti, un intervento ai 'vecchi forni' in Via Cavour, la  riqualificazione della  parete con intonaco ed insegne nella curva del Ponte Vecchio, il recupero di un vecchio pozzo scoperto durante i lavori degli orti didattici. Abbiamo eseguito inoltre la tinteggiatura di alcune aule e corridoi presso le scuole medie».
Avete eseguito lavori solo per il Comune?
«Tramite l'Associazione 'Don Mattio' la parrocchia ci ha chiesto di posizionare due croci in legno sulle colline prospicienti a Dronero: per noi è stato un grande onore. Le targhe sono state collocate presso il cimitero urbano, al cimitero 'antico' di via dei Mille al Borgo Sottano, ove sorgeva l'antico Filatoio sul canale Comella e, sempre nel Borgo Sottano una terza targa in via Alfieri».
Quali interventi avete in cantiere?
«Avremmo intenzione di intervenire sulla via detta 'della riviera' (tra via Caraglio e via Bealera), percorsa da un gran numero di turisti, con il ripristino dell'acciottolato, attualmente ricoperto dall'asfalto, con una parziale percorrenza di lastre in pietra, per consentire il passaggio di carrozzine».
Il presidente conclude con un appello...
«Ci rivolgiamo a tutti, cittadini ed enti: invitiamo i primi ad entrare a far parte della nostra associazione; agli enti chiederei di non lasciarci soli perché abbiamo bisogno del loro sostegno morale, tecnico ed economico. In questo momento, quello che ci manca principalmente, è l'attrezzatura; infatti tutti i soci utilizzano materiale proprio, accollandosi sovente la fornitura e la riparazione. Vorremmo quindi dotare l'associazione di mezzi propri, magari siglare una convenzione con una ditta in loco per la loro manutenzione e riparazione. Gli attrezzi che usiamo di più sono il decespugliatore, la fresa ma anche la betoniera, il trapano demolitore, la saldatrice, ed è proprio su quest'ultimi due che vorremmo concentrare i nostri prossimi sforzi economici». 
L'associazione ha sede in piazza XX Settembre 3 a Dronero; per informazioni 327/3911900 o 328/1032992.
sergio declementi

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