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Giubileo con i carcerati


CERIMONIA CON IL VESCOVO E IL GRANDE CORO DELLA DIOCESI

Giovedý 7, Gennaio 2016
in  Vita Ecclesiale


SALUZZO - «Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, perché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione» (Voltaire). Il carcere è una misura di civiltà, tra le più complesse e spesso infruttuose per uno stato. Se questo è facilmente comprensibile, non così scontato è scoprire il vissuto concreto di chi vive questi luoghi: non solo i detenuti, ma anche le loro famiglie, la polizia penitenziaria, i numerosi volontari, i cappellani.


A tutto questo spaccato di umanità, il Papa ha voluto più volte volgere la sua attenzione. A Roma si celebrerà addirittura in piazza s. Pietro un atto giubilare riservato ai detenuti (6 novembre). Francesco, che ha voluto celebrare il suo primo giovedì santo lavando i piedi ai carcerati a Rebibbia, fa spesso riferimento alla condizione di questi nostri fratelli. A loro si richiama nella lettera del 1 settembre 2015 in cui esprime come egli desidera sia celebrato il Giubileo. Qui dice: 'Il mio pensiero va anche ai carcerati, che sperimentano la limitazione della loro libertà [...] A tutti costoro giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono. Nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l'indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà'.


Cercando di rispettare questo importante invito, si è tenuto martedì 5 gennaio il Giubileo dei carcerati, a Saluzzo, presso la Casa di Reclusione 'Rodolfo Morandi'. Erano presenti numerosi detenuti, eccezionalmente riuniti, personale della Polizia penitenziaria e diversi volontari. Il Grande Coro della diocesi di Saluzzo, diretto dal Maestro Enrico Miolano, ha aperto la celebrazione con un breve spettacolo con testi e canti brillanti sulla misericordia. Monsignor Vescovo ha poi continuato invitando i presenti ad una breve preghiera, aiutato da don Giuseppe Arnaudo, don Stefano Aragno e don Massimo Rigoni, cappellani del Carcere. Dopo una preghiera di guarigione e richiesta di perdono, ha poi aperto la porta della Misericordia. I carcerati sono stati accolti dal Vescovo e benedetti all'oltrepassare della porta, a loro è stata consegnata una piccola icona, segno dell'inalienabile dignità umana e della chiamata alla conversione.


Si è svolta così la seconda celebrazione giubilare diocesana, dopo l'apertura della porta della Misericordia in Cattedrale domenica 13 dicembre. Daremo cronaca nei mesi a venire di ogni atto significativo di questo straordinario Giubileo, che vuole essere 'un vero incontro dei credenti con la misericordia del Padre' (papa Francesco).


marco gallo

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