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Gli impianti fotovoltaici secondo l'Agenzia del territorio


Giovedì 16, Aprile 2015
in  Consulenza legale


Gli impianti fotovoltaici a servizio di immobili già esistenti devono essere dichiarati in Catasto? La domanda non è per nulla scontata, dato che l'utilizzo dei sistemi fotovoltaici trova impiego ormai da diversi anni e che l'Agenzia del Territorio (il cosiddetto Catasto) ha emesso delle linee guida inequivocabili solamente nel dicembre del 2013.


Detto che presso il Catasto deve essere censito ogni bene immobile o parte di esso in grado, nello stato in cui si trova, di produrre un reddito proprio, occorre analizzare le caratteristiche e qualità dell'impianto ed il legame che quest'ultimo ha con l'immobile per poter capire se sia necessario dichiararlo o meno. Il Catasto, infatti, nel definire la non rilevanza catastale di un impianto fotovoltaico, ha utilizzato il criterio di scindibilità fra impianto ed immobile (senza l'impianto fotovoltaico l'immobile avrebbe una propria autonomia funzionale? Un'abitazione probabilmente sì, mentre una centralina idroelettrica molto probabilmente no) e la potenza e caratteristiche specifiche dell'impianto stesso. In linea generale gli impianti fotovoltaici devono essere censiti presso il cosiddetto Catasto Fabbricati come impianti in grado di produrre un reddito proprio con la categoria catastale D/1, salvo che essi siano a servizio di un immobile esistente. In quest'ultimo caso esistono infatti le seguenti esclusioni dell'obbligo di accatastamento:


- la potenza nominale dell'impianto fotovoltaico non è superiore a 3 kilowatt per ogni unità immobiliare servita dall'impianto;


- la potenza nominale complessiva, espressa in kW, non è superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall'impianto, indipendentemente dalla circostanza che sia installato al suolo oppure sia architettonicamente o parzialmente integrato ad immobili già censiti al catasto edilizio urbano.


Ció significa che se, ad esempio, a servizio di una villetta esiste un impianto fotovoltaico da 2,5 kilowatt, l'impianto non deve essere accatastato.


Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici applicati direttamente al suolo, invece, l'esenzione dall'accatastamento esiste per quegli impianti il cui volume individuato dall'intera area destinata all'intervento (comprensiva, quindi, degli spazi liberi che dividono i pannelli fotovoltaici) e dall'altezza relativa all'asse orizzontale mediano dei pannelli stessi, è inferiore a 150 metri cubi.


Questi limiti sono stati fissati poiché rappresentano la differenza oltre la quale un impianto fotovoltaico è in grado di produrre un reddito proprio (tramite la vendita dell'energia prodotta) o comunque di influenzare in modo gravoso il valore del bene immobile asservito.


Geom. Davide Galfrè

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