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Grande zelo pastorale


LA MORTE DI DON SILVESTRO

Giovedý 17, Dicembre 2015
in  Vita Ecclesiale


DRONERO- Lunedì mattina 14 dicembre, presso la Casa protetta 'San Camillo' di Dronero, ha terminato la sua esistenza sacerdotale don Aldo Silvestro.


Era nato a Busca il 20 ottobre 1939, da Spirito e Pierina Ramonda. Frequentando la parrocchia di Busca fu invitato dal parroco don Perano e dall'esempio dell'allora chierico don Aldo Stoppa a entrare in seminario. Frequentó gli studi a S.Agostino e poi a S.Nicola e venne ordinato sacerdote il 28 giugno 1964 da mons. Lanzo.


Erano suoi compagni di studio don Rocco Fenoglio, don Giovanni Garino, don Riccardo Mondino, ora già con lui nell'eternità, e poi don Luigi Monge, don Vittorio Olivero, don Mario Peirano, don Mario Ruatta e don Lorenzo Sapino.


Venne inviato come vice curato a Bagnolo Piemonte con il Vicario don Chiaffredo Geuna, ove si distinse per la sua attività e creatività pastorale, tra cui ricordo l'oratorio, la proposta di esperienze in montagna vivendo nelle tende e le camminate a Madonna della Neve.


Nel 1968 fu chiamato a un nuovo incarico a Dronero con l'arciprete don Giovanni Raviolo. Erano gli anni 'caldi' del dopo Concilio, della contestazione giovanile, dei primi passi della riforma liturgica in italiano, dei fervori giovanili per il rinnovamento, che non sempre comprendevano la lentezza della Chiesa.


Nel 1972 mons. Fustella lo inserì come collaboratore nella chiesa della Cattedrale, vivendo in seminario.


Nel 1973, essendosi resa vacante la parrocchia di Martiniana Po, il Vescovo lo nominó parroco di quella comunità cristiana. Era un parroco giovane, zelante, pieno di iniziative per i ragazzi e per i giovani, per cui attrezzó le sale dell'oratorio, sistemó il salone parrocchiale e procuró un campo sportivo, i campeggi estivi. Ricordo in particolare la Pasqua dei giovani. Nei campeggi sovente voleva lasciare un segno religioso,come ad esempio la croce sul Monte Chiausis. Inoltre promosse il gemellaggio tra la sua parrocchia e quella di Martignana Po e dotó la parrocchia di una nuova casa parrocchiale. Dal 1975 fu anche direttore del Centro psico-pedagogico Raggio di Sole, che era stato trasferito da Latte di Ventimiglia a Revello.


Nel dicembre 1984 mons. Fustella lo nominó parroco di San Giacomo di Pratavecchia in Dronero, perché il parroco don Giovanni Rovera era stato nominato canonico della Cattedrale. Fece il suo ingresso nel gennaio 1985 e portó tutto il suo entusiasmo e la sua voglia di lavorare per il bene di questa comunità, dando subito inizio alla costruzione delle aule di catechismo e dell'oratorio. Naturalmente continuó le esperienze estive, sempre con le tende, cambiando ogni anno la vallata, in modo da far conoscere le nostre montagne ai ragazzi e ai giovani. Fece eseguire la tinteggiatura esterna della chiesa e del campanile e provvide al rifacimento del pavimento della stessa.


Curó molto il bollettino parrocchiale e gli incontri zonali di catechesi e soprattutto gli incontri per il Sinodo diocesano. Era sempre disponibile ad aiutare i parroci vicini della Val Maira e nel 1997 venne indicato dai sacerdoti quale Vicario zonale.


Nel 1998 mons. Bona lo volle promuovere nella parrocchia di Costigliole Saluzzo, ove passó circa otto anni molto intensi dal punto di vista pastorale. Cito soprattutto le attività estive a San Mauro, con attenzione ai ragazzi e ai giovani, le attività catechistiche e la formazione dei fidanzati. Promosse il restauro del tetto e della facciata della chiesa parrocchiale. Le sue celebrazioni erano sempre ricche di segni: egli voleva incarnare meglio il messaggio che voleva comunicare.


Purtroppo nel 2006 si manifestarono i primi problemi di salute. Egli non sentendosi più di affrontare la complessa vita pastorale, ricorse al Vescovo per rassegnare il mandato e per tornare a Dronero quale cappellano della chiesa dei Cappuccini. Dall'autunno 2006 visse a Dronero, curando la chiesa e partecipando alla vita parrocchiale, promuovendo nel cortile alcune iniziative verso i credenti e non.


In seguito ad intervento chirurgico passó alla casa di riposo 'Gattinara-Sgherlino', dov'era sovente visitato dai suoi cari e da tanti amici, che gli sono stati vicini.


Purtroppo in seguito ad emorragia cerebrale fu ricoverato a Cuneo dove i medici tentarono ancora un intervento chirurgico, che ce lo lasció in coma e dopo quattro mesi e mezzo ora è tornato alla casa del Padre.


In questi mesi siamo stati vicini a don Aldo e ai suoi familiari, per lui abbiamo pregato e continueremo a ricordarlo all'altare del Signore.


Il funerale è stato celebrato nella parrocchia SS. Andrea e Ponzio di Dronero, presieduto da mons. Vescovo, nel pomeriggio di martedì e concelebrato da tanti sacerdoti e amici. Erano presenti numerosi fedeli delle varie comunità in cui egli aveva operato con zelo, che hanno voluto così ringraziare don Aldo per il suo servizio prestato generosamente. La sua salma è stata tumulata a Castelletto Busca, dove già riposano i suoi amati genitori.


mons. oreste franco

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