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Ieri 'nonni' oggi 'bulli'


Giovedì 4, Aprile 2013
in  Libera-Mente



'Lasciatelo stare! Il fatto che sia l'ultimo arrivato e il più giovane in azienda non significa che debba essere lo zimbello di tutti. Non avete il diritto di scaricare su Giacomo i vostri rancori e la delusione della vostra vita, ma soprattutto dovete finirla di considerarlo come uno schiavo. Puliteveli voi gli scarponi!'.


Che strano effetto vero Francesco vedere il piccolo Giacomo trattato in quel modo...? Come se non fossero già sufficienti il sudore e la fatica del lavoro in fonderia per crescere i suoi bimbi e pagare l'affitto ogni mese. Come se non bastasse il fatto di avere perso il padre da poco per un incidente stradale, o quella preoccupazione che ogni giorno segna il suo volto per la malattia della moglie... Eppure, alcuni della 'vecchia guardia' si dimenticano di tutto ció di fronte a lui. Tu ti dissoci da questi comportamenti e forse, dentro di te, il tuo sguardo verso Giacomo è più simile a quello di un papà nei confronti di un figlio. Sai bene che non è più un bambino. Ha una moglie, dei figli, una casa. Eppure, nonostante i suoi 25 anni, percepisci dentro di te il bisogno di prenderti cura di lui.


'Come si fa ad umiliare un ragazzo così... Sempre puntuale, preciso e sorridente con tutti. Mai una parola fuori posto, una protesta, una lamentela. Nemmeno quando lo costringono a lucidare mille volte quegli scarponi luridi, perchè non sono mai abbastanza puliti secondo loro'.


In fondo, Francesco, sai bene che per quei codardi è facile prendersela con chi non si puó ribellare e combatte ogni giorno con l'angoscia di perdere un lavoro che mantiene in vita coloro che ama e che ha dato alla luce; forse troppo presto per i tempi che corrono. Di fronte a quei soprusi ti accendi ed è come se un fuoco dentro di te partisse dallo stomaco per diramarsi in tutto il corpo. In quelle esplosioni di rabbia i ricordi riprendono vita. Sai cosa vuol dire spaccarsi la schiena per mantenere una famiglia. Lo hai imparato presto. La tua mente ti porta nell'angolo di quella mensa; nella solitudine di quei primi giorni di lavoro; nella rabbia estrema mista a paura che soffocava i tuoi silenzi più neri. Era dura produrre il doppio di ció che ti veniva richiesto al posto di quei due più anziani di te che si fumavano la sigaretta, prendendoti in giro per i tuoi pantaloni sgualciti. Guai se avessi parlato. L'avrebbero vinta loro. Nessuno ti avrebbe creduto. E allora testa bassa e mal di stomaco... Per fortuna hai trovato un papà capace di capirti... E un giorno è finita; anche se certe cose non si dimenticano. Purtroppo, tenere dentro un trauma senza la possibilità di condividerlo, spesso, porta chi lo ha subito a ripeterlo inconsapevolmente nella posizione dell'aggressore. A volte è semplicemente pura cattiveria. Non è il tuo caso. Mentre lo stai proteggendo, ti stai prendendo anche cura del tuo passato...


Sii fiero di te Francesco. Giacomo, oggi, ha trovato un nuovo papà.


Fabio Borghino

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