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Il banchetto di Rinki e Sing


Giovedì 16, Maggio 2013
in  Leggere con gusto



Lei bella, occhi scuri che si muovono veloci e pelle ambrata, è fasciata in un Sari dai colori vivaci: rosso e viola, con bordi dorati. Il velo accompagna le linee del volto, l'orecchino al naso ne segna in modo prezioso il contorno.


Lei si chiama Rinki: è orgogliosa del suo Sari, la tunica che l'avvolge e che rappresenta uno status sociale , che rende sensuali nel gioco dei pieni e dei vuoti, delle false trasparenze e delle fantasie che accende. Se lo avvolge con grazia, con arte, è lungo più di otto metri e si piega a mo' di arricciatura in vita. Il corpetto, su misura, contiene il seno e lo nasconde, ad occhi indiscreti. Rinki sillaba qualche parola in italiano, si sente smarrita nel nostro mondo, nel cuore si porta i sapori, i colori, gli affetti della sua terra e sorride, quasi a cercare conforto, uno sguardo amico. Lui è Sing, il suo sposo, anche lui bello, alto, fiero, dal largo sorriso.


Una coppia da cartolina? No, una delle tante coppie di stranieri che vivono qui, da noi, nelle campagne saluzzesi, che lavorano in campagna e, nel cuore, hanno la nostalgia e l'orgoglio della loro terra. Lavorano duro, ma il lavoro è il loro riscatto, la loro autonomia. Guadagnano poco, le loro giornate sono costellate di tante rinunce e sacrifici. Ma il sorriso non viene meno sui loro volti e insieme affrontano le difficoltà. L'amore è la loro forza: rispetto e tenerezza si colgono nei loro sguardi.


Così lui, giovane sposo, ha voluto festeggiare l'anniversario di matrimonio pur con poche risorse e tanti problemi e ha invitato i volontari della Caritas e le donne del gruppo di


Penelope. E' festa, che riecheggia le ricorrenze indiane, festa mangereccia.


I dolci preparati da Rinki sono magistrali: il latte la fa da padrone e mi riporta alla mente il significato che include, latte sinonimo di purezza, quando la natura era un fiume di latte. Presso gli antichi l'immagine è quella che il Guarini ci regala in versi: Oh bella età de l'oro, / quand'era cibo il latte/ del pargoletto mondo e culla il bosco. Così mi è parso il banchetto che Rinki e Sing ci hanno offerto.


Se mo sonasser tutte quelle lingue /che Polimnia con le suore fero / del latte lor dolcissimo più pingue, / per aiutarmi al millesmo del vero/ non si verria, cantando il santo riso/ e quanto il santo aspetto facea mero. Così Dante si sente, alle parole di Beatrice in Paradiso, così io ho colto un'idea di spiritualità e di valori autentici.


I dolci indiani sono fatti generalmente con latticini, cereali integrali, farina di ceci e noci. Lo zucchero è quello bianco, a volte sostituito dal miele e, fra tutti, i dolci preparati col latte sono i più deliziosi. Se si condensa il latte a fiamma alta, si ottiene il khir o il burfi. Se si cuoce il formaggio fresco con lo zucchero, il sandesh o i rasgulla, con lo yogurt condensato si ottiene un dolce cremoso chiamato shrikand; oppure, se si friggono delle palline di latte condensato e si mettono a bagno nello sciroppo, ecco i gulab jamun.


Palline dorate, che all'interno contengono cannella, che inducono al piacere e alla trasgressione. Rinki, mentre offre, ride contenta: sono momenti per lei di allegria e quando si accinge al taglio della torta, condivide con lo sposo il primo assaggio e porge agli ospiti, sulla mano, una porzione infinitesima di dolce. Un atto di condivisione che sa di antico e di puro. Bello è stato partecipare a questa festa, per capire come i sentimenti veri si ritrovino in più culture e più etnie, come la convivialità sia lo strumento più utile per l'integrazione.


In mente ho i colori dei tanti Sari che Rinki possiede. Uno, in particolare, con cui ci ha salutato, indossato per la chiusura della festa, è bellissimo e simbolico. Ha i colori dei tramonti indiani e delle spiagge infinite a fine giornata, ha il caldo del sole, ha la ricchezza della civiltà indiana, la sua creatività e ingegnosità. Nel corpetto stretto e sensuale, Rinki appare in tutta la sua grazia. Ci insegna ancora ad annodare il Sari a vita: arte difficile, millenaria. Contiene i segreti delle donne di ogni luogo: essere belle e sensuali, per il proprio sposo.


Cetta Berardo

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