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Il maestro destro e il discepolo sinistro


Mercoledý 10, Dicembre 2014
in  Libera-Mente


Nel tempo dei troni e delle dominazioni, in un regno ai confini del sogno, dove la terra abbraccia il cielo e la gente sorride ancora, viveva un maestro a cui tutti erano devoti, non solo per la sua capacità di seminare nei cuori della gente attendendo la stagione dei frutti, ma anche per il dono prezioso che possedeva... Era capace di dare testimonianza alle parole attraverso la sua vita. Il suo nome era Emisfero Destro.
La verità che aveva accompagnato la sua esistenza fino ad allora si chiamava Presente e, quando ebbe raggiunto una certa età, decise che era giunta l'ora di consegnarla al mondo. Scelse, allora, il suo discepolo più intraprendente, Emisfero Sinistro, affinchè apprendesse e facesse sua l'arte di vivere il presente e la donasse agli uomini...
Arrivó presto l'alba dei saluti e dei ringraziamenti e, con qualche lacrima celata ai più, dopo tanto tempo trascorso insieme, il discepolo sinistro si mise in cammino, fiero della propria verità. Non fu semplice all'inizio, ma, col tempo, accorgendosi del successo che questa verità gli procurava di fronte agli uomini, decise che era giunto il momento di cavarsela da sé. La memoria del maestro e della necessità di vivere il presente vennero offuscate dal proprio egoismo. Fu allora che Passato e Futuro si fecero avanti...
'Ricordi quanto eri felice quando le cose andavano diversamente...?' Tuonava Passato.
'Pensa a come sarebbe bello se un domani avessimo tutto questo...' Incalzava Futuro.
'Piango', lamentava il discepolo tra sé...
'Cammino, ma non mi rendo conto dove conducano i miei passi. Sento ció che è piacevole alle mie orecchie, invece di aprirmi ad altre possibilità. Mastico una vita che non è mia e che conosco già, per timore di fare esperienza di altri piatti. Sono continuamente in movimento senza andare da nessuna parte. Penso, ripenso e consumo gli ingranaggi della mia mente, torturandola alla ricerca di soluzioni senza via d'uscita... Soffro'.
Fu allora che il discepolo, nel marasma del suo peregrinare, ricordó le parole del maestro: 'Vivi il presente'...
Era giunta l'ora di riprendere in mano la sua vita...
Cominció con una cosa molto semplice, ma caduta nell'oblio: respirare; perché il respiro era capace di ricordare il suo esserci nel momento presente. I suoi pensieri, invece, il groviglio di una realtà esistente soltanto nella sua mente. 'Io non sono i miei pensieri'...
Si rese conto di non essere soltanto la sua sofferenza, ma di quanto questa fosse una parte di lui. Si chiese dove fosse tutto il resto allora... Laggiù. Perso nel tempo, sotto le coperte impolverate del suo 'Fare per avere per gioire'...
'Un tempo amavo danzare, ma non posso farlo da me... Mi serve una compagna...'
L'inverno cedette il passo alla primavera. Tiepidi raggi di sole si affaccendavano ai giorni. Si ritrovarono là. Dove tutto era cominciato. Ai confini del sogno, dove la terra abbraccia il cielo e la gente sorride ancora, molto più vicino a noi di quanto crediamo. Il discepolo si ricongiunse al suo maestro vivo in lui...
Danzarono tutta la notte su quella terrazza a picco sul mare... Lui e la sua bella... Un solo respiro... Voli di gabbiani oltre l'orizzonte. La pienezza dell'essere nelle piccole cose andate perdute e poi ritrovate nel suo viaggio attraverso e oltre la sofferenza...
Fabio Borghino

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