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Il nuovo redditometro


Giovedì 31, Gennaio 2013
in  Consulenza legale



Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a partire dal 4 gennaio diventa definitivo quanto previsto dal decreto ministeriale che introduce il cosiddetto 'redditometro'. Si tratta di una forma di accertamento sintetico, esperibile esclusivamente nei confronti delle persone fisiche, che a breve troverà applicazione per le verifiche effettuate sui redditi a partire dall'anno 2009, quindi sulle dichiarazioni presentate nel 2010.


Del redditometro se ne parla ormai da anni e, in realtà, uno strumento simile esisteva già da tempo, anche se il vecchio sistema si basava su alcune categorie di beni registrati dai quali, attraverso una serie di coefficienti, veniva ipotizzato un certo reddito. Si trattava, a dire il vero, di un sistema piuttosto impreciso e largamente contestato.


Il 'nuovo' redditometro, invece, serve a stimare le spese del contribuente e vedere se queste sono coerenti con il reddito dichiarato: in pratica individua quali sono le spese degne di attenzione (circa un centinaio) per comprendere se il tenore di vita è adeguato a quanto dichiarato oppure se è necessario effettuare approfondimenti. Gli elementi indicativi di capacità contributiva, inseriti in una tabella allegata al decreto, riflettono quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana: dall'abitazione all'istruzione, dalla sanità ai trasporti, dagli acquisti di arredi alle spese per il benessere. Gli indici che il Fisco utilizzerà per la determinazione sintetica del reddito sono tre: le spese che risultano dalla banca dati dell'Anagrafe tributaria, le spese medie derivanti dalle indagini ISTAT e gli incrementi patrimoniali.


Una volta che, grazie a questa verifica, venisse riscontrato uno scostamento tra il reddito dichiarato e le spese rilevate, scatterà un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un 20% quello dichiarato dal contribuente. A quel punto spetterà al contribuente stesso dimostrare all'Agenzia Entrate che quelle spese sono giustificate. Diventa centrale pertanto la fase del contraddittorio, nella quale il contribuente puó integrare le informazioni già in possesso dell'Agenzia, dimostrando ad esempio di aver utilizzato dei risparmi conseguiti negli anni precedenti oppure di aver sostenuto certe spese con redditi esenti (es. indennità per invalidità) o già tassati (es. interessi su titoli) oppure grazie a donazioni ricevute.


Al fine di dare qualche rassicurazione ai tanti timori dei contribuenti che, preoccupati di dimostrare la capacità economica prima ancora di sostenere la spesa, rischiano di frenare ulteriormente i consumi, l'Agenzia Entrate ha recentemente emesso dei comunicati stampa in cui dichiara che il redditometro 'non sarà un'arma di accertamento di massa' e che scatterà soltanto per 'divari molto elevati', concentrando l'attenzione sui casi eclatanti dei 'finti poveri', tralasciando i pensionati (titolari della sola pensione) o chi ha scostamenti leggeri di spesa (inferiori ai 12mila euro).


dott. Marco Ballatore

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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