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Imparare l'alfabeto della vita umana


VERSO IL CONVEGNO DIOCESANO

Giovedý 13, Settembre 2012
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO- Dopo aver riflettuto nel triennio precedente sul cammino di iniziazione cristiana, la comunità diocesana saluzzese ha iniziato lo scorso anno un nuovo percorso: un triennio per meditare sulla nostra appartenenza ecclesiale, partendo dalla consapevolezza che veniamo da lontano (memoria) e andiamo lontano (profezia).


In questo secondo anno 2012-2013 il filo conduttore sarà: 'Chiesa, memoria e profezia. Servire la vita buona del Vangelo'.


Chiediamo al Vescovo mons. Giuseppe Guerrini che cosa significhi questo tema.


La Chiesa ha la sua ragione di essere proprio nell'annunziare il Vangelo di Gesù, la buona notizia, chiamata così fin dall'inizio proprio per mettere in evidenza che si tratta di un annunzio, positivo, di salvezza, di vita buona. Il Vangelo non è una teoria, è una persona, Gesù, che offre una strada che risponde alla fame di verità, di bellezza, di bontà, di giustizia, di armonia. E' quindi destinato a illuminare la vita concreta di ciascuno e di sostenerlo nel cammino. La Chiesa è una comunità che ha questo compito.


Anche quest'anno il Cammino Pastorale si aprirà con il Convegno Diocesano, cui seguiranno gli ormai tradizionali Laboratori di approfondimento...


Le relazioni del Convegno hanno lo scopo di mettere in evidenza che il messaggio cristiano deve entrare nella vita concreta, nelle scelte, nella mentalità.


Mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, ci aiuterà a 'imparare l'alfabeto della vita umana per dire in esso la parola cristiana: i cinque ambiti dell'azione pastorale della Chiesa (la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità, la tradizione, la cittadinanza).


La seconda sera Andrea Olivero, presidente nazionale delle ACLI ci aiuterà a renderci conto che siccome il Vangelo è per la vita, tocca soprattutto ai laici cercare modi e strumenti per farlo entrare nel concreto della vita.


I laboratori del 13 e 20 ottobre hanno lo scopo di favorire la riflessione e l'interiorizzazione delle cose dette, perché non rimangano una teoria bella ma sterile.


Come sempre sono stati individuati degli strumenti per l'anno pastorale: il libro di Tobia ed un'icona particolare. Qual è il significato di questi simboli?


L'icona rimane la stessa dell'anno scorso, presente ancora nelle nostre chiese. Un'icona risalente al V secolo, detta icona dell'amicizia. Vorremmo sottolineare il gesto con cui Gesù mette la mano sulla spalla dell'amico, in segno di incoraggiamento e protezione. Abbiamo bisogno di sentirci dire: coraggio! Non temere!


Il libro di Tobia con un linguaggio molto popolare ci dice che il viaggio della vita è sotto la provvidenza di Dio. Si tratta di lasciarlo entrare nella nostra vita perché ci accompagni. E' un forte invito alla speranza.


Il Cammino Pastorale lo scorso anno si è intersecato con il Giubileo per i 500 anni della Diocesi di Saluzzo. Quest'anno non si potrà non tenere conto dell'Anno della Fede, che inizierà l'11 ottobre 2012 e si concluderà il 23 novembre 2013, voluto dal Papa Benedetto XVI in coincidenza con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e con il 20° della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica...


Affermare che la Chiesa è la comunità che annuncia e cerca di vivere la vita buona del Vangelo è proprio andare al cuore della fede. Soprattutto il Concilio, ma anche il Catechismo hanno avuto come obiettivo di fondo dire la fede di Gesù agli uomini del nostro tempo, convincere che il Vangelo ha anche per gli uomini d'oggi una forza dirompente.


L'anno della fede non deve essere la commemorazione di qualcosa che appartiene al passato, ma è un invito a cogliere la bellezza e la verità profonda della persona di Cristo per noi, oggi, nella consapevolezza che il suo Spirito agisce nella storia della nostra umanità.


E, come se non bastasse, proseguirà ancora la Visita Pastorale del Vescovo, iniziata lo scorso anno dalla Vicaria di Barge-Bagnolo e poi proseguita già in diverse Vicarie della Diocesi.


Anche la visita pastorale va nella stessa direzione. Ho ripetuto spesso che non è un controllo di ció che si sta facendo, è anzitutto un 'confermare' nella fede, invitando ad ascoltare e a proclamare il Vangelo. Passando nelle parrocchie il mio compito è quello di invocare: Effatà, apriti al Vangelo e alla sua promessa di vita, come abbiamo ascoltato nella pagina proclamata domenica scorsa.


daniele isaia

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