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Imposta sui patrimoni detenuti all'estero


Giovedì 18, Giugno 2015
in  Consulenza legale


Anche quest'anno i contribuenti che detengono patrimoni all'estero, sono tenuti al versamento dell'IVIE e dell'IVAFE. L'IVIE è un'imposta che colpisce il possesso di immobili situati all'estero, detenuti a titolo di proprietà o altro diritto reale, da parte di persone fisiche, anche mediante soggetti interposti quali società fiduciarie, trust o fondazioni. Per quanto riguarda la base imponibile, occorre distinguere tra immobili situati in Paesi appartenenti all'UE o allo Spazio Economico Europeo con adeguato scambio di informazioni e immobili situati in altri Stati. Nel primo caso si fa prioritariamente riferimento al valore catastale, come determinato ai fini delle imposte applicabili sul valore degli immobili, nello Stato in cui lo stesso si trova. Solo in mancanza del valore catastale si fa ricorso al costo di acquisto o, in assenza, al valore di mercato. Tuttavia se nello Stato estero è previsto un reddito medio ordinario, ma non vi sono coefficienti di moltiplicazione e rivalutazione, il contribuente ha la facoltà di determinare il valore dell'immobile applicando a tale reddito i coefficienti previsti per l'IMU in Italia. Nell'ipotesi di immobili situati in altri Stati, per il calcolo della base imponibile occorrerà fare riferimento al costo di acquisto o al valore di mercato. L'imposta è calcolata applicando sui valori così determinati, l'aliquota dello 0,76% che deve essere versata entro il 16/06/2015, ovvero entro il 16/07/2015 con maggiorazione dello 0,4% (oppure 6 luglio senza maggiorazione e 20 agosto con maggiorazione dello 0,4%, per le persone fisiche interessate dalla proroga dei versamenti).


L'IVAFE è invece l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero: si applica sui prodotti finanziari, i conti correnti e i libretti di risparmio. Non colpisce invece altre attività quali le partecipazioni in società di persone e le altre partecipazioni non rappresentate da titoli, le valute estere e i metalli preziosi. Per quanto riguarda la base imponibile, occorre fare riferimento al valore di mercato al 31/12 o, se l'attività finanziaria è stata ceduta prima della fine dell'anno, al valore che aveva alla data in cui è terminato il possesso. Il valore di mercato è rappresentato dalla quotazione, per i titoli negoziati nei mercati regolamentati e dal valore nominale, o in mancanza dal valore di rimborso, per gli altri prodotti finanziari. Se tali valori non sono disponibili, si fa riferimento al costo di acquisto. L'imposta viene calcolata applicando alla base imponibile così determinata, l'aliquota del 2 per mille. Per quanto riguarda i conti correnti e i libretti di risparmio, l'imposta è dovuta solo se la giacenza media annua supera i 5.000 euro e si applica in misura fissa per un importo pari ad Euro 32,40. Per i termini e le modalità di versamento, anche per l'IVAFE, come per l'IVIE, occorre fare riferimento a quanto previsto per l'IRPEF.


dott.ssa Grazia Previti

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