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In 11 sotto lo stesso tetto


INTERVISTA - Una famiglia che è un inno alla vita

Giovedý 29, Gennaio 2009
in  Valle Varaita



ROSSANA - Padre e madre, 7 figli e due nonne: tutti sotto lo stesso tetto, tutti attorno allo stesso tavolo. È la splendida avventura della vita della famiglia Girino, residente nella piccola e caratteristica borgata Mungiat di Rossana. Dario, 53 anni, operaio alla Ceros di Rossana, e Giuseppina, 47 anni, coltivatrice diretta, si sono sposati il 13 giugno del 1981, e ci hanno aperto le porte della loro casa, immersa nel bianco della neve e circondata da un silenzio quasi surreale, per chi è abituato all'atmosfera frenetica della città. Orgogliosi della loro famiglia così numerosa, in contro tendenza rispetto a quanto emerge dalle statistiche del nuovo millennio, ci hanno fieramente presentato i 7 figli: Valeria, 26 anni operaia alla Bitron; Emanuele, 25 anni, operaio, come il papà, alla Ceros; Ilenia, 23 anni, operaia alla Bitron; Stefania e Ivano, gemelli di 19 anni, apprendista parrucchiera lei e operaio lui; Raffaella, 17 anni, in cerca di un'occupazione; e il 'piccolo' Fabrizio, che frequenta la terza media. Ma a condividere con tutti loro la quotidianità si aggiungono anche le due nonne: Luigia Rinaudo, nonna paterna, 73enne e Maria Degiovanni, che di anni ne ha 72.


Molto legato alla tradizioni, cosciente e orgoglioso delle sue origini, è papà Dario che prende la parola, precisando sin da subito che la chiacchierata si svolgerà in piemontese, perché questo è il suo dialetto, di cui lui va molto fiero: e nelle sue parole si legge un sottile e paterno rimprovero, quando capisce che l'interlocutrice potrebbe non comprendere alcuni termini 'tecnici' del dialogo...


Immagino che questa domanda vi sarà stata rivolta in più occasioni: 7 figli... ma perché?


«I nostri figli non li abbiamo mai cercati, sono sempre arrivati senza che noi lo programmassimo. Ed in realtà non ci siamo mai posti più di tanto il problema: nel senso che ne sono arrivati 7, ma se ne arrivavano 14 per noi era la stessa cosa...Per noi la vita è sempre stata in primo piano, ha sempre vinto su tutto. Lei non sa quante volte, soprattutto sul lavoro, quando raccontavo della nuova gravidanza di mia moglie mi prendevano un po' in giro: mi dicevano 'siamo nel 2000, ci sono mille modi per evitare una gravidanza, non si possono fare tutti questi figli al giorno d'oggi...'. Sorridevo, e mi rendevo conto di quanto la comodità troppo spesso prevalga su ogni cosa».


A quale comodità si riferisce?


«Credo che sia un discorso di priorità: io e mia moglie abbiamo sempre messo davanti a tutto la vita di ogni figlio che arrivava; invece noto che la tendenza da parecchi anni è diversa: un maggior numero di figli comporta un maggiore 'disturbo' e per questo le famiglie si fermano ad uno, massimo due figli. Soprattutto nelle città, dove la comodità e in particolare un buon conto in banca, la casa e la macchina di lusso spesso sono aspetti della vita che prevalgono sulla famiglia».


A proposito della città, voi vivete in questa borgata da sempre: come mai questa scelta?


«Vivere in questa piccola borgata è stata una scelta nostra: la casa nella quale abitiamo in 11 appartiene alla mia famiglia dal 1740, e negli anni, è stata 'tramandata' di padre in figlio. Io e mia moglie, subito dopo il matrimonio, siamo venuti ad abitare qui. E piano piano abbiamo adattato (e allargato) la casa, fino a quella che voi vedete oggi».


In effetti, è cambiata parecchio...


«Appena dopo il matrimonio, vivevamo in 4 stanze e il bagno era fuori. Oggi, dopo molti lavori, è costituita da 2 piani di 350 m▓ l'uno, per un totale di 9 stanze e 4 bagni. Abbiamo scelto di rimanere nella tranquillità di questo luogo, senza eventuali problemi condominiali o di convivenza troppo ravvicinata. E poi qui c'è tutto quello a cui siamo legati da sempre. Diciamo che in un posto dove per qualcuno potrebbe non esserci nulla, per noi c'è assolutamente tutto. Perché allora avremmo dovuto cambiare?».


Quanti televisori avete?


«3 televisioni, ma una la utilizzano i ragazzi solo per la consolle play station».


E quante automobili?


«7 macchine, una io, una mia moglie e poi una ciascuno per i figli patentati».


Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato negli anni?


«Nei primi anni sicuramente il problema era legato al trasporto per raggiungere le scuole che distano 4 km da casa nostra: e così mia moglie ogni mattina doveva portare tutti i ragazzi, vista l'assenza di mezzi pubblici comodi. E lo stesso problema riguardava (e riguarda tuttora) i casi in cui abbiamo bisogno di un dottore o dell'intervento del 118. Pensi che quando era piccolo, Emanuele giocando in cortile aveva ingoiato una piccola pietra: la nostra macchina era carica di piastrelle di un pavimento che stavamo sistemando. E pur sapendo che la distanza da Saluzzo era troppo grande, e forse il ragazzo non ce l'avrebbe fatta, siamo partiti di corsa con l'auto: la strada piena di buche per raggiungere la provinciale è stata decisiva. A forza di essere 'sballottato' da una parte all'altra, Emanuele ha 'digerito' la pietra e così, in ospedale a Saluzzo, ci siamo recati solo per i controlli. Lì ci hanno detto che ormai la pietra era nell'esofago e non bisognava più preoccuparsi. Ecco questo tipo di problemi, che abitando in città sicuramente si hanno in forma molto ridotta».


E adesso le preoccupazioni, legate ai figli, saranno un po' cambiate.


«Certo, adesso che sono grandi le preoccupazioni sono saperli in giro con la macchina fino a tardi, non sapere a che ora ritornano, avere paura che bevano una birra di troppo....».


Insomma, più o meno quelle che hanno tutti i genitori...


«Assolutamente, peró, ricordi, sempre moltiplicate per 7!!!».


Che rapporto c'è tra i vostri figli?


«Sono 7 fratelli molto affiatati, che si preoccupano molto l'uno dell'altro; e le confido che questa è la mia più grande ricchezza, che per me vale molto di più di un grosso conto in banca. In una famiglia come la nostra manca ogni forma di egoismo e di pretesa. Tutti, nelle loro possibilità, contribuiscono ed aiutano in casa. Si litiga, come dappertutto, ma l'atmosfera è serena».


Ad una ricchezza così grande corrisponderà un sacrificio non indifferente da parte di voi genitori.


«Questo è fuori discussione: il mio non è vittimismo, assolutamente. Certo per noi le ferie non esistono. Non abbiamo mai fatto grossi viaggi, lunghe estati al mare. Siamo stati a Lourdes negli anni ottanta e in Spagna nel 2006 per il nostro 25° anniversario di matrimonio: un regalo dei nostri figli, si intende. Ma nonostante questo abbiamo sempre 'tirato avanti'. E credo che ci siamo riusciti più che bene».


Un'ultima domanda: quale contributo hanno apportato le due nonne che vivono con voi?


«Quando erano più giovani, una aiutava mia moglie in campagna e l'altra era fondamentale per i lavori di casa. Adesso, nonostante siano entrambi autosufficienti, il loro contributo è evidentemente minore, ma la loro compagnia resta un elemento di primaria importanza».


Finita l'intervista Dario Girino mi saluta dicendo: «Signorina, quando avrà una famiglia come la mia mi telefoni che vengo io a farle un'intervista...»


silvia campanella

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