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In 8.000 al Cenacolo


FESTA DELLA VITA A SALUZZO - Slancio missionario per l'opera di suor Elvira

Giovedì 20, Luglio 2006
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO- Il ventitreesimo compleanno della Comunità Cenacolo ha registrato una splendida festa della vita. 'Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici' era lo slogan evangelico delle quattro giornate e le testimonianze hanno ancora una volta confermato che, dove si sta con Dio, si sta veramente con l'uomo.


Il miracolo del Cenacolo è questo continuo passaggio dalla tenebre alla luce che segna per sempre la vita di tanti giovani, ex disperati.


Madre Elvira non ha mancato di stupire anche quest'anno. Lei è sempre imprevedibile, proprio perché è una donna che vive senza progetti suoi. Il suo segreto è l'abbandono alla Divina Provvidenza ed alla Madonna, istante per istante.


Quella piccola immagine mariana di gesso, che si trovava sulla porta di ingresso della disastrata villa delle orfane 23 anni fa e che sostenne il cuore Elvira nel grande passo della fede, campeggia oggi, nel significato cui rimanda, nel cuore di migliaia di giovani, di adulti e di bambini che 'succhiano' dalla Comunità il latte di una nuova vita. Ci va una madre per generare la vita, ci va una madre per far crescere una vita. E' da una donna che siamo nati, è sulle ginocchia di una madre che siamo cresciuti. Ci va sempre la maternità della Chiesa e di Maria per seguire la strada della vita che è Cristo.


La Comunità Cenacolo ha questo cuore materno ed in tanti lo sentono, lo testimoniano, lo fanno sapere a mezzo mondo.


I traguardi missionari per i quali si è pregato sono sempre più grandi: ora, dopo le 53 fraternità aperte, si guarda all'Africa e al Libano. Ma intanto in queste giornate, oltre alla folla di amici, parenti, simpatizzanti, gente affranta che viene in Comunità a 'respirare', o vecchie conoscenze che vengono a ringraziare, si sono incontrati molti sacerdoti di lingua tedesca, polacca, croata. Fin dagli Stati uniti sono giunti amici dell'opera di Elvira, a dire quanto bisogno c'è di diffondere questo metodo educativo, questa 'Cristoterapia', l'esperienza del fatto che solo Gesù sa che cosa c'è nell'uomo e puó rifarne il cuore. Non ci sono tecniche umane che si avvicinino seriamente al mistero dell'uomo, perché l'uomo ha di che trascendere infinitamente se stesso. Ció che è in sé, è incommensurabile con quello che egli sa di se stesso. Ecco perché la vera guarigione dell'io postula il rapporto con l'infinito. Ogni dolore umano è domanda di Cristo. Si puó ben pensare che le oltre ottomila presenze nei quattro giorni, abbiano avvertito questo fascino del Signore che brilla negli occhi e nella vita di questi giovani.


Giovedì presiedeva l'Eucaristia padre Pino del movimento missionario Charles de Foucault di Cuneo, per conto di padre Gasparino.


Venerdì toccava a padre Peyron, missionario della Consolata, a guidare l'adorazione eucaristica e, nel pomeriggio, a don Ivan Filipovic, prete del Cenacolo, la testimonianza di come Cristo si china sui dolori dei giovani, ne condivide ansie e speranze e li fa risorgere.


Alla sera una grande veglia eucaristica e missionaria guidata da don Stefano Aragno. La preghiera abbracciava tutto il mondo, accompagnata anche da danze multicolori e da domande in varie lingue, compresa quella libanese (nazione oggi così duramente provata dalla guerra).


Sabato la giornata della riconciliazione, con tantissime Confessioni non solo nella mattinata. Al pomeriggio l'Eucaristia era presieduta da don Stefano Aragno, in ringraziamento alla Madonna del Carmelo, nel ricordo di tutti i passi di quest'opera di Dio e nella testimonianza di un continuo, umanamente inspiegabile stupore.


Alla sera il bellissimo recital su alcuni tratti della vita di Cristo. Regia da grande teatro, perfetto coordinamento di musica e voci, di danze e movimenti scenografici. L'esplosione della gioia nelle campane della pasqua di Risurrezione, chiudeva in commozione una intensa giornata di fraternità e di letizia.


Domenica mattina la presenza di padre Pierino Ghi, gesuita di Cuneo, guidava la preghiera e la processione eucaristica per gli ammalati e nel pomeriggio monsignor Giuseppe Guerrini, Vescovo di Saluzzo, concludeva con una solenne concelebrazione eucaristica, la 'festa della vita'.


La Comunità Cenacolo ringrazia di cuore gli organizzatori della festa, i responsabili ed i giovani che hanno lavorato con tanta intelligenza e cuore. Un grazie anche al Comune di Saluzzo e alle forze dell'ordine. Nessun incidente (malgrado il gran caldo e l'affluenza di tanta gente), ottima la collocazione di auto e pullman, il funzionamento dei servizi e dei pasti, l'organizzazione della liturgia, la presentazione dei lavori che giovani e ragazze fanno in Comunità e che offrono nei vari stand, con servizi fotografici, libri, audiocassette, videocassette e dvd, rivista, abbonamenti, oggetti di devozione, ecc.... Un notevole numero di volontari ha lavorato con generosità, segno del loro affetto a quest'opera del Signore. E così la bella collina di San Lorenzo, è stata per alcuni giorni, il cuore di un grande avvenimento di letizia e di speranza. Se tanti giovani sono risorti dal male e dalla notte del nulla, vuol dire che a tutti è possibile. Questo popolo della vita è una meravigliosa documentazione che Cristo è davvero risorto ed è sempre con noi.


alberto girello

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