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Intervento di don Beppe Dalmasso della Caritas


ACCOGLIENZA E CARITA' SONO VIVE A SALUZZO

Giovedì 22, Febbraio 2018
in  Saluzzo


Durante un incontro della Caritas mi è stata posta una domanda riguardo all'opportunità di parlare di accoglienza in tempi come questi,  specialmente alla vigilia  delle elezioni. Siccome l'incontro era rivolto a  persone 'legate alla chiesa',  ho risposto che l'accoglienza è un gesto che ha radici nel Vangelo e non deve essere condizionato dalla politica. Il Vangelo non va silenziato o messo da parte perché ci sono le elezioni politiche. 
Il giorno seguente, parlando con una persona di Saluzzo che considero aggiornata sulle vicende di oggi , ho toccato  con mano che siamo poco aggiornati sulle esperienze positive che si vivono nella nostra città, e che siamo propensi invece a vedere sempre il negativo. Per questo voglio far notare che le quattro parrocchie della nostra città - Cattedrale, Maria Ausiliatrice, Sant'Agostino e San Bernardino - vivono in questo delicato periodo, non a parole, ma con gesti autentici,  il Vangelo dell'accoglienza. 
Nella parrocchia della Cattedrale, solo per citare un'iniziativa, fin dallo scorso anno un gruppo di persone, in forma spontanea, ha dato accoglienza ad alcune mamme ivoriane ed eritree con i loro bambini. L'iniziativa,  sostenuta dal parroco don Mariano Tallone, vede coinvolti nostri concittadini generosi  che  si autotassano per le spese di un alloggio e per tutto quello che serve per portare all'autonomia persone che hanno attraversato il deserto per fuggire dalla disperazione della guerra e della fame. 
Nella stessa parrocchia, per non essere di parte, una coppia ha messo a disposizione un alloggio per una famiglia italiana in difficoltà.  È nell'ambito territoriale della  parrocchia di Maria Ausiliatrice che si trova  l'alloggio in cui vivono queste profughe, e in quello stesso ambito ormai da anni  si sperimenta, non senza disagi, l'accoglienza di centinaia di migranti stagionali che sostano per mesi al Foro boario. La comunità parrocchiale si sforza di venire incontro alla povertà di questi fratelli africani con tanti piccoli gesti e atteggiamenti di accoglienza. 
La parrocchia di Sant'Agostino continua da anni a mettere gratuitamente a disposizione del Cav (Centro di aiuto alla Vita)  l'abitazione adiacente al Santuario della Consolata, dove sono accolte mamme con bambini che si trovano in situazione di disagio. Vicino a quella chiesa  parrocchiale due alloggi sono stati dati in comodato d'uso gratuito alla Caritas da un generoso benefattore e ospitano famiglie  italiane e straniere senza casa. 
Lascio per ultima la parrocchia di San Bernardino, e non perchè sia di  minore importanza, ma perchè va sottolineato che quando ancora non c'era la Caritas il Convento di San Bernardino era un rifugio accogliente per i poveri che bussavano per un pasto o un aiuto. Tutto questo senza fare rumore, nello stile dei fedeli seguaci del Poverello di Assisi.
Dentro e fuori dalle quattro parrocchie della città, gruppi organizzati e singoli cittadini vivono la 'fantasia della carità', come la chiamava San Giovanni Paolo II. Non passa giorno che non ne sia testimone e che non tocchi con mano che il bene suscita il bene.
Bastino questi due esempi.
Il primo riguarda una donna fuggita dalla Libia che fino a qualche settimana fa chiedeva l'elemosina in una zona centrale di Saluzzo. Grazie all'interessamento di Luigi della Comunità papa Giovanni e di altri volontari,  è stato   rintracciato il marito e così si è ricomposta la coppia. A giorni nascerà il loro primo figlio. Oggi un piccolo ma accogliente alloggio li ospita. Il  Cav e singoli benefattori sostengono l'iniziativa e anche il marito si dà  fare in tutti i modi per rendersi utile.  
Il secondo esempio riguarda il pane che tutte le sere Tonino, della Casa di Prima accoglienza di corso Piemonte, va a prendere gratuitamente per la mensa. Un giorno gli ho chiesto da dove arrivasse e lui mi ha risposto che si tratta di due giovani che gestiscono una panetteria saluzzese.  A quel punto vado a conoscerli per ringraziarli e con naturalezza loro mi dicono: 'Vent'anni fa voi della Caritas avete aiutato e ospitato nostro padre che era arrivato qui a Saluzzo dall'Albania, poi  lui ha potuto  insegnarci il mestiere del  panettiere e ora è giusto che  siamo noi ad aiutare voi'. C'è chi preferisce alzare muri o seminare paura, ma grazie a Dio c'è chi ha fatto la scelta di dividere il fragrante pane della accoglienza!
Don Beppe Dalmasso, Direttore Caritas Diocesana

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