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Iva per cassa: chiarimenti dall'Agenzia delle entrate


Giovedì 7, Febbraio 2013
in  Consulenza legale



Il 17 gennaio scorso, nel corso del videoforum organizzato da Italia Oggi, l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni ulteriori chiarimenti in merito all'applicazione del regime IVA per cassa entrato in vigore il 1° dicembre 2012 e autorizzato nelle scorse settimane anche dall'Unione Europea. In primo luogo l'Amministrazione finanziaria si è occupata dell'ipotesi di cessione del credito, precisando che la stessa non comporta l'esigibilità dell'IVA da parte dell'Erario fino a quando il debitore ceduto non abbia effettivamente provveduto al pagamento della somma dovuta. Pertanto l'imposta andrà inserita nella liquidazione del periodo in cui si verifica tale circostanza. Tuttavia, qualora il soggetto che ha ceduto il credito non abbia la possibilità di conoscere il momento in cui avviene l'effettivo pagamento da parte del debitore, l'IVA dovrà confluire nel periodo di liquidazione in cui è avvenuta la cessione del credito stesso al fine di evitare l'applicabilità di sanzioni. In merito al momento in cui si considera effettuato il pagamento nell'ipotesi in cui questo non avvenga in contanti, l'Agenzia delle Entrate ha precisato (come già aveva avuto modo di chiarire con la C.M. 44/2012) che per i bonifici assume rilevanza la data in cui si verifica l'effettiva disponibilità della somma sul conto corrente del creditore, in pratica la data dell'accredito. Per quanto riguarda il pagamento con assegno, l'incasso si considera avvenuto nella data in cui lo stesso viene consegnato al creditore a prescindere da quando verrà poi versato sul conto corrente di quest'ultimo. La ricevuta bancaria non è invece stata presa in esame nel corso del videoforum, ma si ritiene che in tal caso il credito debba considerarsi incassato nella data in cui avviene l'accredito sul conto corrente bancario del creditore. Nel corso dell'incontro sono stati inoltre forniti chiarimenti circa il periodo di imputazione delle note di variazione: occorre scomputarle dall'IVA 'differita' se non si è ancora verificato il presupposto per l'incasso, altrimenti si devono considerare nella prima liquidazione periodica utile. Infine l'Agenzia delle Entrate ha precisato che i soggetti che hanno optato per il regime IVA per cassa non possono escludere dal regime stesso alcune categorie di operazioni (quali le esportazioni non imponibili) al fine di poter detrarre l'IVA sui relativi acquisti, ma devono applicarlo a tutte le operazioni attive poste in essere salvo che queste costituiscano attività separate ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. 633/1972 (nel cui ambito tuttavia non rientrano le esportazioni).


Dott.ssa Grazia Previti

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