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L'emozione del ricordo


Giovedý 13, Settembre 2012
in  Libera-Mente



'È un assolato pomeriggio di maggio e, nonostante la fresca brezza dopo il temporale del mattino, sono visibilmente sudato. Un turbine di emozioni invade la mia mente e il mio corpo, e i pensieri si affollano velocemente. Il tempo sembra non scorrere più...Eccola, finalmente! Il brusio generale si placa. Silenzio. Questo fiore sbocciato insieme a me, oggi, sarà sposa della mia vita.'


Nel tessere la trama della propria storia, Giovanni, che oggi ha sessant'anni, sembra rivivere quei momenti. Il giorno in cui la sua amata Maria è diventata sua sposa è scolpito nella memoria e colpisce la dovizia di particolari con cui plasma nel presente l'evento. Probabilmente, se chiedessi a Giovanni cos'ha mangiato ieri a pranzo, farebbe fatica a ricordarsi e non si tratterebbe di demenza senile. Certo, da una certa età è verosimilmente normale che le facoltà cognitive, memoria in primis, non siano più quelle di quando si era studenti, ma in questo caso Giovanni non presenta problematiche di natura degenerativa. Se facessi la stessa domanda a molti studenti, forse, si troverebbero in difficoltà.


Riflettiamo alcuni istanti sul processo di apprendimento e sullo sviluppo della memoria dal punto di vista evoluzionistico. Ha più senso, in termini di sopravvivenza, ricordare cos'abbiamo mangiato ieri a pranzo o un evento che, nel bene o nel male, ha segnato la nostra vita (matrimonio, primo giorno di scuola, incidenti, promozioni, primo giorno di lavoro in fabbrica, ecc..)? Ebbene, pare proprio che sulla seconda opzione si strutturi il processo di sviluppo e consolidamento dei ricordi.


Approssimativamente è possibile parlare di memoria a breve termine per definire la capacità di tenere a mente una serie di dati per svolgere le operazioni quotidiane ('Tieni a mente: ci servono tre uova, mezzo chilo di zucchero, ecc...). La memoria a lungo termine, invece, è quella costituita da informazioni che possiamo richiamare quasi in ogni momento alla mente, in quanto fissate nei circuiti neuronali(la lezione di italiano o il ricordo del primo bacio, per intenderci). Le neuroscienze hanno dimostrato quanto le emozioni siano fondamentali per fissare il ricordo nella memoria a lungo termine. Ecco perché nessuno di noi, a meno di incappare in patologie degenerative, dimenticherà mai il viso della propria sposa, o l'11 settembre. Ci siamo emozionati in quelle situazioni.


Coraggio studenti. Se l'interrogazione sulla poesia andasse male, avreste sempre una buona giustificazione scientifica. Forse non vi ha emozionato abbastanza.


Fabio Borghino

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