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L'illusione narcisistica


Giovedý 21, Febbraio 2013
in  Libera-Mente



'Quello sarebbe il progetto su cui avete lavorato tutta la notte?! Ah ah, potevate fare di meglio. Va beh, lasciatelo sulla mia scrivania. Potrà tornarmi utile per il fuoco. Adesso andatevene perchè il mio tempo è prezioso e con voi è sprecato!'


Finalmente Giorgio è solo col suo sigaro. La mediocrità dei suoi dipendenti non lo riguarda. Sa perfettamente dentro di sè che l'uomo di successo che è diventato è il frutto del suo valore, delle sue capacità e della sua superiorità. Il mondo non puó capire, ma soltanto ammirare le sue doti. Specchiandosi in questi pensieri, tra le nuvole di fumo di sigaro dello studio, Giorgio è così innamorato di se stesso da non immaginarsi nemmeno lontanamente l'amarezza e il senso di fallimento, la rabbia e l'umiliazione che in questo momento stanno provando Laura ed Enrico. Coloro che solitamente ama definire: 'Sottoposti'.


Fatica a rendersene conto, ma è come se le persone che lo circondano non manifestassero un interesse sincero nei suoi confronti, quanto piuttosto la necessità di tornaconti personali. 'Gli altri mi cercano perchè sanno che sono il migliore. Non sbaglio mai...' è la spiegazione più plausibile per lui di fronte a una solitudine occultata da relazioni fittizie. 'E se ti sbagliassi Giorgio? Se non fossi tu il migliore? Se fallissi...?' gli sussurra l'unica donna che lo abbia mai amato di un amore sincero, ma che lui non ha mai capito. Da cui non si è mai sentito attratto.


Se Giorgio vedesse quella parte di mondo, forse, sarebbe davvero la fine, ma la realtà che si è costruito è stata l'unica possibile. L'unica in grado di permettergli di sopravvivere fino ad oggi.


Immedesimarsi negli altri, per la storia che ha avuto, avrebbe comportato una sofferenza estrema. Non sarebbe stato possibile. Meglio di no. Meglio non sforzarsi di capire Laura ed Enrico. Meglio non accorgersi che quel senso di fallimento, quell'umiliazione e quella rabbia che i suoi 'sottoposti' stanno vivendo sono stati parte della sua vita. Di fronte a quel papà, uomo di successo, che tornava dal lavoro e che non aveva tempo per vedere i suoi disegni e, nelle rare volte in cui accadeva, la cosa più rincuorante che si sentiva dire era: 'Io alla tua età li facevo meglio. Gli altri lasciali sulla scrivania che li guarderó. Non ho tempo da perdere'.


Il narcisismo è una delle più grandi illusioni della nostra epoca, perchè si cela nell'incantesimo di rapporti umani parziali. Non esiste un 'me' senza un 'altro', perchè non avrebbe senso la vita. Forse, un giorno, Giorgio se ne accorgerà e la sofferenza estrema che ció comporterà potrà rappresentare l'alba di un nuovo giorno. Chissà... A volte la quiete prima della tempesta puó durare per anni. Per ora basta a se stesso.


Fabio Borghino

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