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La morte di don Natale Gottero


LUTTO IN DIOCESI

Giovedý 4, Giugno 2015
in  Vita Ecclesiale


S.DAMIANO MACRA- Lunedì 1° giugno, nel pomeriggio, molti sacerdoti e amici si sono ritrovati nella chiesa di San Damiano Macra per salutare il sacerdote don Natale Gottero, scomparso all'età di 88 anni presso l'Ospedale Santa Croce di Cuneo la sera del 29 maggio.


Era nato a Pratavecchia di Dronero il 30 dicembre 1926, primogenito di una famiglia profondamente cristiana. Entrato nel seminario di Saluzzo, al termine degli studi venne ordinato sacerdote da mons. Lanzo nel 1949.


Suo primo incarico pastorale fu come vice rettore del seminario S.Agostino, a contatto con i ragazzi che aspiravano alla vita sacerdotale. Inoltre la domenica si portava nella parrocchia di Pagno come vice curato festivo. Nel periodo estivo egli si preoccupava dei suoi amici alpinisti che andavano a scalare il Monviso e saliva al sabato sera al 'Quintino Sella' per celebrare la Messa alle prime ore del mattino per coloro che partivano per la scalata.


Era un appassionato della montagna. Salì diverse volte sul Monviso ed accompagnó molti dei suoi seminaristi e chierici sulla vetta.


Nel 1963 venne nominato rettore del Seminario. Era per noi seminaristi un padre ed aveva un ascendente di vero educatore. Non alzava mai la voce, anzi, quando doveva intervenire abbassava il tono e tutti comprendevamo che c'era qualcosa da correggere. Ci seguiva nella vita ordinaria, ci proponeva preghiera e studio e ci fece amare le escursioni in montagna, perché sono chi ha volontà ed è capace di sacrificio puó raggiungere le vette.


Nel 1970 su invito del Vescovo di Maroua-Mokolo che era passato in seminario, accompagnato da mons. Fustella, per cercare sacerdoti disponibili per la sua missione, don Natale partì con don Chiotti di Elva per un viaggio esplorativo in Cameroun.


Al ritorno disse solamente, a noi sacerdoti, 'quando uno vede le necessità della missione, non puó più rimanere tranquillo'. E così capimmo, senza molte parole, la sua decisione.


Al termine dell'anno scolastico egli andó a Parigi a perfezionare la sua conoscenza della lingua francese e, a novembre, si imbarcó su una nave merci per portarsi missionario in Cameroun. Inizió così un nuovo periodo della sua vita, come pioniere della missione diocesana dove, in seguito, arrivarono preti e seminaristi a collaborare e poi a continuare l'opera di evangelizzazione che egli aveva avviato.


Questa sua partenza per la missione fu veramente una provvidenza per la nostra Chiesa diocesana, che ebbe un notevole risveglio missionario attraverso i gruppi parrocchiali e attraverso le Quaresime di Fraternità, dove sempre era inserita l'intenzione annuale per la missione del Cameroun.


Don Natale non solo fu una presenza religiosa, ma si adoperó per procurare, col nostro contributo, dei pozzi ed altre iniziative per la promozione umana di quella gente. Seppe con la sua presenza discreta, umile e coraggiosa, attirarsi la benevolenza della tribù dei Podoko.


Nel 1982 mons. Fustella, che era anche stato in visita ai nostri missionari, restando impressionato dall'opera che essi svolgevano, decise di lasciar partire altri sacerdoti 'fidei donum', ma volle far rientrare don Natale per di nuovo affidargli l'opera del seminario, che aveva accolto alcuni giovani in vista del sacerdozio.


Don Natale, sempre pronto all'obbedienza, accolse questo invito e rimase rettore fino al 1988, quando mons. Dho, aderendo al suo desiderio di ritornare in missione (e anche al desiderio espresso dai sacerdoti missionari che confidavano in lui e nei suoi saggi consigli), lo lasció ripartire per il Cameroun.


Nella prima esperienza era stato evangelizzatore sulla montagna, accanto ai Podoko, ora lo attendeva la città di Mora, importante centro della diocesi di Maroua, poi passó a Kourgui ed infine a Gougjmdelè.


Nel 2001 con don Ugo andai a celebrare il trentesimo anno dell'apertura della missione diocesana in Cameroun e, prima della partenza, davanti alla sua capanna, egli mi confidó i suoi pensieri per il futuro dicendomi: 'Quest'anno compio 75 anni, sento che ormai è tempo che io torni in diocesi. Non desidero né incarichi, né onorificenze, l'unico desiderio è, se possibile, andare ad aiutare le comunità della mia valle, la Valle Maira'.


Fu accontentato da mons. Bona e così passó in queste comunità 14 anni, ove egli si è prestato generosamente con don Ugo e gli altri sacerdoti per le necessità delle parrocchie e dei parrocchiani, con ogni tempo, d'estate e d'inverno, sempre puntuale, sempre preparato, coi suoi proverbiali bigliettini che contenevano in sintesi le sue profonde omelie, con una particolare attenzione a parlare facile, così da farsi comprendere sempre da tutti.


Uomo saggio, amato da tutti, non di molte parole, ma sempre pronunciate con amore e a tempo opportuno. Un sacerdote che amava sinceramente il suo presbiterio, che non mancava mai agli incontri spirituali o di aggiornamento di noi sacerdoti. Sempre puntuale a tutti questi appuntamenti e sempre pronto a dare motivi di speranza.


Il Vescovo ha presieduto la celebrazione con la presenza numerosissima di sacerdoti che, a vario titolo, avevano modo di ringraziare don Natale per la testimonianza data negli anni di servizio alla nostra Chiesa ed al risveglio missionario.


Al termine della Messa c'è stato spazio per un rappresentante della Valle Maira e per leggere un messaggio mandato dalle Suore del Sacro Cuore che avevano a lungo collaborato con lui in Cameroun.


Don Natale era un appassionato dei canti e dei canti di montagna. Era sempre presente ai concerti della 'Reiss', corale alpina di S.Damiano Macra, che ha voluto salutare il sacerdote e l'amico con un canto alla comunione e, al termine, con il 'Signore delle cime' che ha commosso i presenti.


Certamente don Natale ci mancherà, ma confidiamo che ora dal cielo, dove contempla le realtà che ha predicato e ha vissuto, intercederà per tutti noi, perché lo possiamo raggiungere.


oreste franco

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