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La non punibilità dei reati fiscali per tenuità dei fatti


Giovedì 4, Giugno 2015
in  Consulenza legale


Come noto e come peraltro preconizzato su questa stessa testata, il Legislatore, con D. Lgs n. 28 del 16 marzo 2015, ha introdotto nel Codice Penale una nuova causa di non punibilità per i reati con pena detentiva fino a 5 anni (art. 131-bis c.p.).


In presenza di offese non gravi e non abituali, il difensore dell'indagato ovvero dell'imputato puó pertanto avanzare richiesta di assoluzione per particolare tenuità del fatto, con conseguente vantaggio per il proprio assistito nonché per le congestionate aule di tribunale. Proprio la deflazione del carico di lavoro degli uffici giudiziari e l'esigenza di economica processuale costituiscono infatti i principi ispiratori della importante riforma.


Due sono i criteri attraverso i quali il Giudice potrà ritenere 'tenue' il fatto e quindi assolvere l'imputato: da una parte le modalità della condotta e l'esiguità del danno o del pericolo, dall'altra la non abitualità del comportamento dell'autore. Laddove ricorrano tali circostanze lo Stato rinunzierà all'applicazione della pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria, secondo le forme del giudizio civile.


Dall'applicazione della causa di non punibilità risulterebbero tuttavia esclusi i reati fiscali ed in particolare le dichiarazioni fraudolente (art. 2 e 3 D. Lgs 74/2000) e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 D. Lgs 74/2000). Al riguardo la Cassazione, recentemente, con parere orientativo, si è tuttavia espressa circa la possibilità di estendere l'istituto in discorso ai reati di natura fiscale nonché a quelli edilizi, per i quali è prevista una soglia di punibilità. Chiamata a pronunciarsi in un caso di omesso versamento IVA, la Terza Sezione Penale della Cassazione ha infatti espresso il proprio parere orientativo (ordinanza 20 maggio 2015 n. 21014) favorevole alla applicabilità ai reati tributari della causa di non punibilità per tenuità del fatto, considerato che 'laddove non si raggiunga la soglia di non punibilità, ci si trova di fronte ad un 'non reato', mentre laddove il limite venga superato, si tratta di valutare l'entità dell'offesa rispetto al livello di superamento della soglia'. L'orientamento così espresso, sia pur in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino circa la portata applicativa dell'istituto in discorso, appare sin d'ora coerente con la volontà del legislatore di voler delimitare l'intervento penale ai soli casi necessari, escludendo quelli che risultino bagatellari.


Avv. Andrea Marras

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