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La notizia


IL MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA PASQUA

Giovedì 13, Aprile 2017
in  Vita Ecclesiale


È la notizia dell'anno, dei secoli, della storia. L'unica destinata a rimanere per sempre mentre il tempo consegna tutto all'oblio di un passato senza ritorno: anche la cronaca più sconvolgente, le emozioni più forti, le esperienze più drammatiche. Questa è la sola notizia che resta tra le notizie; anche se detta con l'umiltà della parola di un foglio di giornale o riportata  dai social  network.
Resta, perché è affidata al cuore dell'uomo, alla testimonianza della comunità credente, il Vangelo che nessuno puó seppellire, perché scritto dallo Spirito Santo. E' Lui infatti che ha risuscitato Gesù dai morti, così come aveva operato l'incarnazione di Gesù nel grembo di Maria.
Ecco dunque la notizia: 'Cristo è risorto!' 
I nostri fratelli cristiani della Lituania passavano sommessamente la notizia di bocca in bocca, al mattino di questa grande festa di primavera: 'Buona Pasqua fratello, Cristo è risorto!'
Ogni comunità cristiana la ripete ogni anno, la celebra, la vive, la testimonia: la consegna da una generazione all'altra, perché la Pasqua è il natale dell'umanità. 
Nella morte e nella risurrezione del Signore c'è la nascita di una storia nuova. Qui siamo alle radici ultime della speranza. La parabola della vicenda umana vi trova il suo centro.
E' il compleanno della fede di tutti, che gli uomini lo sappiano o non lo sappiano. Se per assurdo si cancellasse questa 'notizia' dall'agenda della storia sarebbe buio per l'umanità; sarebbe la morte di ogni speranza; la morte resterebbe solo morte.
Allora vale la pena gridare con forza questo augurio denso di vita: 'buona Pasqua fratello, buona Pasqua sorella: Cristo è risorto!'.
Ma bisogna attingere alle sorgenti della memoria che celebreremo con verità e commozione nei segni della liturgia della grande settimana: i giorni dell' 'ora di Gesù', la settimana santa.
La notizia  è scritta nel cuore di ogni credente; viene rinnovata nei gesti dell'amore: 
  - quelli del giovedì santo con la commovente liturgia eucaristica che ricorda la scelta di Gesù di rimanere con noi nei segni del pane e del vino;  - quelli del venerdì santo, con l'austera commozione della morte di Gesù in croce; - quelli della veglia pasquale, con il gioioso annuncio della vita risorta.
La notizia è per tutti, chiamati alla grazia di un'amicizia nuova con Dio e con gli uomini. Ma è soprattutto per quelli in cui rimangono le ferite aperte di un prolungato venerdì santo e tarda a venire l'alba del giorno nuovo. E sono molti, vicini e lontani. Trasmettere a costoro, con verità, l'augurio di buona Pasqua significa far sentire con gesti concreti l'amicizia di Dio: con la solidarietà, la condivisione, la pacificazione, il farsi prossimo. Perché la notizia arrivi davvero a tutti. 
E' questo il profondo desiderio del vostro Vescovo da poco tempo saluzzese sotto il vostro cielo.
+ Cristiano Bodo

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