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La rivalsa dell'Iva accertata in via definitiva


Giovedì 13, Marzo 2014
in  Consulenza legale


A seguito delle modifiche apportate all'art. 60 comma 7 del DPR 633/1972 da parte del D.L. 1/2012, il contribuente che subisce un accertamento o una rettifica dell'IVA dovuta, a seguito di una verifica della Guardia di Finanza o, in generale, dell'amministrazione finanziaria, ha diritto di rivalersi sul cessionario del bene o committente del servizio (vale a dire sul cliente). Quest'ultimo a sua volta ha la facoltà di avvalersi del diritto alla detrazione dell'IVA che gli venga addebitata a titolo di rivalsa, entro la seconda dichiarazione IVA successiva al pagamento dell'imposta. La norma in esame si applica solamente agli accertamenti divenuti definitivi successivamente alla sua entrata in vigore (24 gennaio 2012). Affinché possa essere esercitato il diritto di rivalsa nei confronti del cliente, è necessario che l'accertamento sia divenuto definitivo (per acquiescenza, accertamento con adesione, sentenza passata in giudicato, ecc...) e il contribuente accertato abbia provveduto al pagamento dell'imposta dovuta, delle sanzioni e degli interessi. Qualora il contribuente abbia optato per il pagamento rateale, il diritto di rivalsa potrà essere esercitato in corrispondenza del pagamento delle singole rate, senza dover quindi attendere la totale estinzione del debito. L'addebito dell'IVA deve avvenire mediante l'emissione di una fattura o di una nota di variazione in aumento, con indicazione degli estremi della fattura originaria eventualmente emessa e dell'atto di accertamento definitivo. Il documento emesso dovrà essere registrato nel registro delle fatture emesse solamente per memoria, ma la relativa imposta non dovrà confluire nella liquidazione periodica e neppure nella dichiarazione IVA annuale. Per quanto riguarda l'esercizio del diritto di detrazione da parte del cessionario o committente, non sono previsti particolari obblighi di verifica dell'effettivo versamento dell'IVA da parte del cedente/prestatore. Egli avrà solamente l'onere di pagare preventivamente la fattura o la nota di variazione del fornitore dopo averne verificato i requisiti formali, e di registrare il documento nel registro delle fatture di acquisto.


dott. ssa Grazia Previti

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