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La rucola, meglio se con l'insalata


Giovedì 18, Luglio 2013
in  Leggere con gusto


Un po' ruvida al palato, in apparenza poco importante, in fondo alimento di serie C, ma in realtà molto appetitosa e saporita. E la sua presenza fa la differenza.


Anche nel nome è refrattaria, suona disarmonico il termine, rucola o ruchetta o ruca semplicemente (eruca sativa), la pianta erbacea annuale della famiglia delle Brassicaceae (Cruciferae) cambia l'aspetto di un'insalata.


Conosciuta fin dall'antichità per il profumo aromatico, il sapore leggermente piccantino, assolutamente inconfondibile e le proprietà stimolanti, depuranti, digestive, veniva ritenuta anche afrodisiaca. I Romani, che ne consumavano anche i semi, le attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più potente tra gli afrodisiaci. La sua coltivazione era spesso effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità. Ovidio nell'Ars Amatoria la chiamava eruca salax o herba salax, cioè erba lussuriosa, sconsigliata in caso di delusioni d'amore. Columella sosteneva: l'eruca eccita a Venere i mariti pigri, per il greco Dioscoride, mangiata cruda in abbondanza destava Venere.


In realtà è erba ricca di vitamina C e sali minerali, viene utilizzata oltre che in cucina anche per le sue qualità fitoterapiche, come rimedio per accrescere l'appetito, favorire la digestione, e stimolare l'organismo di chi si trova in uno stato psico-fisico debole.


Ama essere accompagnata, con insalate, uova sode, olive, altrimenti come dice il Savonarola, la rucula fa dolere il capo, quando è manzata per se sola; ma, con latuca manzata, cussì si rimete suo nocumento.


Nell'orto cresce senza fatica, pare non voglia dare disturbo ad alcuno, sicura com'è che la sua presenza si sente, il profumo si diffonde, la scelta sicura. Innocente lo è, tanto da essere bersaglio di ire che esulano dalla natura e dal palato. Come capita nella novella di Pirandello, dal titolo Sua maestà, novella politica molto attuale. Infatti Pirandello rappresenta un consiglio comunale siciliano che viene sciolto dal prefetto per sospette irregolarità amministrative e a cui è stato notificato l'invio di un Regio Commissario per investigare le suddette irregolarità. Gli ex-consiglieri comunali, che sanno che il provvedimento è dovuto a sospetti giustificati di irregolarità, sono convinti che si tratta di una vendetta politica contro il paese da parte del deputato socialista di Costanova, l'onorevole Mazzarini. Gli ex-consiglieri, che sono tutti di tendenza moderata, avversari quindi del Mazzarini, si recano alla stazione (e per ostentare rispetto vengono 'in abito lungo e cappello a stajo') ad accogliere il Regio Commissario insieme all'ex- sindaco Decenzio Cappadona. Costui s'era allontanato, fosco, e col frustino si sfogava contro la innocente ruchetta bianca e il crespignolo dai fiori gialli, che crescevano di tra le crepe dell'antica spalletta che impedisce l'ingresso alla stazione.


Perché prendersela con la ruchetta, ci chiediamo? Ma così va l'animo umano.


La rucola non s'offende, è superiore agli umori balzani, convinta del suo valore e del suo sapore. Che va oltre le crisi economiche: 'Comprami, costo pochissimo', sembra dirci. La sua rivalsa è un piatto di pasta, gli spaghetti alla rucola. Basta far lessare un mazzetto, unirlo alla salsa di pomodorini freschi, con aggiunta di pecorino e gli spaghetti insulsi diventano una portata colorita e colorata, rosso verde avorio.

Cetta Berardo

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