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La scure della spending review si abbatte sull'associazionismo sportivo?


Mercoledì 30, Aprile 2014
in  Consulenza legale


Susciterà forse meno eco dei tagli agli stipendi monumentali dei manager pubblici o della elargizione della 'quattordicesima' a favore degli italiani dalla busta paga un po' troppo smagrita, ma il paventato abbassamento della soglia di tassazione dei compensi sportivi percepiti in ambito dilettantistico determinerà, ove confermato, un grave colpo ai danni delle associazioni sportive.


Queste ultime - che come noto rappresentano la base su cui poggia l'intero fenomeno sportivo -, si avvalgono, per l'espletamento delle proprie finalità non lucrative, di atleti, tecnici, giudici di gara, dirigenti e collaboratori amministrativi, i quali, per lo più nel tempo libero e con assunzione di responsabilità, svolgono attività essenziali per l'associazione, in forma gratuita e volontaria.


L'impegno di tali soggetti è solo in parte gratificato dalla previsione dei c.d. compensi sportivi che, talvolta ma non sempre, vengono loro corrisposti, sotto forma di indennità, rimborsi spese e modesti compensi.


La normativa fiscale, ed in particolare la  legge n. 342/2000 e l'art. 90 della legge n. 289/2002, si sono mostrate sensibili al fenomeno dell'associazionismo e volontariato sportivo, prevedendo che i compensi sportivi elargiti nell'ambito di attività dilettantistica a favore di soggetti non professionisti vengono inquadrati nei 'redditi diversi' (artt. 67- 69 TUIR) e risultano pertanto soggetti ad un regime fiscale agevolato.


In particolare tali emolumenti, se contenuti entro il limite di 7.500,00 euro (relativamente al periodo di imposta considerato) non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF di colui che li percepisce e sono quindi esclusi da tassazione.


La bozza del decreto legge IRPEF, secondo quanto scrive Italia Oggi, introduce un'importante novità riducendo la no tax area ai compensi di importo non superiore a 2.000 € e prevedendo, in deroga allo Statuto del Contribuente, che l'abbattimento della franchigia fiscale entri in vigore con effetto retroattivo al gennaio 2014.


Nessun limite massimo sarebbe invece stato introdotto per i rimborsi a piè di lista e quelli chilometrici per le attività svolte fuori dal comune di residenza; tali spese, coerentemente a quanto già chiarito dall'Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 38/E/2014), se debitamente documentate potranno essere rimborsate senza limiti.


Avv. Andrea Marras

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