DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE        Via Parrà, 9 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. 0175.42556 - Fax. 0175.43440

La fatica del portavoce


INTERVISTA A PADRE FEDERICO LOMBARDI - Al lavoro accanto al Papa

Giovedý 2, Settembre 2010
in  Vita Ecclesiale


Anche quest'anno padre Federico Lombardi è tornato a Dronero per trascorrere alcuni giorni per trascorrere alcuni giorni di riposo con i suoi familiari nella villa della famiglia. Ne ho approfittato per un dialogo fraterno, dove egli mi ha comunicato la complessità del suo lavoro come direttore della Radio Vaticana, del Centro Televisivo Vaticano e portavoce della Santa Sede.


Soprattutto questo delicato incarico lo espone ai mass media di tutto il mondo e ogni parola va pensata e poi comunicata. Per questo egli è in stretto contatto con il Papa, con il Segretario di Stato, con le varie Congregazioni.


Le risposte che egli ci ha dato in questi anni di servizio rivelano il suo equilibrio, la sua profondità e anche la sua schiettezza.


Io ho approfittato della sua amicizia per conoscere le condizioni di salute del Papa, come visse la chiusura dell'Anno Sacerdotale, quali sono i suoi prossimi impegni pastorali.


Infine ho rivolto una domanda sulla Causa di don Bernardo Mattio: ecco le sue parole, ecco le sue risposte.


 


Il Papa in questo periodo, come sta e che cosa sta facendo?


«Il Papa si trova a Castelgandolfo, sui colli vicino a Roma, che è la sua residenza estiva abituale durante l'estate nei mesi di luglio, agosto e settembre, se non ha altri impegni- ad esempio viaggi- che lo obblighino a spostarsi altrove. Quest'anno già in luglio è andato direttamente a Castelgandolfo senza passare qualche settimana in montagna, ad esempio in Valle d'Aosta, come lo scorso anno. Penso che sia stata una buona scelta, perché gli ha risparmiato uno spostamento e un ambientamento a una diversa altitudine- cosa che alla sua età è sempre faticoso-, e ha risparmiato ad altri un impegno di organizzazione logistica e di sicurezza che quando si sposta il Papa è sempre necessaria (e il Papa è molto attento a non dare agli altri disturbo o fatica, se questo possibile). Il Papa ama molto studiare e scrivere su temi di teologia e Sacra Scrittura: questo è il suo migliore riposo, e a Castelgandolfo puó farlo tranquillamente, meglio che in  montagna. In poche settimane lo abbiamo visto infatti subito più riposato e in buona salute, dopo che nei mesi passati aveva avuto molti impegni faticosi e non poche preoccupazioni. Sappiamo che una delle sue occupazioni principali a Castelgandolfo è di scrivere la terza e ultima parte della sua opera su Gesù, a cui tiene moltissimo e a cui ha dedicato in questi anni la maggior parte del tempo che non ha dovuto dare agli impegni più urgenti e prioritari del governo della Chiesa. La prima parte dell'opera è stata già pubblicata tempo fa, la seconda sarà pubblicata nelle prossima primavera e la terza la sta scrivendo ora».


Uno degli appuntamenti più importanti fu l'Anno Sacerdotale. Tu che eri accanto al Papa quali impressioni hai provato, hai percepito la soddisfazione del Papa?


«Alla metà di giugno, in occasione della festa del Sacro Cuore, vi è stata a Roma la conclusione dell'anno sacerdotale, con diversi incontri di preghiera e infine una grande Veglia in Piazza San Pietro la sera del 10 e una Messa concelebrata- sempre nella Piazza- dal Papa con 15 o 20 mila sacerdoti di tutto il mondo, molto diversi per razza, lingua, attività e cultura. Una festa bellissima! Il Papa ha parlato a lungo ai sacerdoti, non solo nella ampia omelia della Messa, ma anche rispondendo liberamente- 'a braccio' come si dice- a varie domande fatte da sacerdoti nel corso della Veglia. Il Papa ha dato un messaggio di grande incoraggiamento per i sacerdoti, un forte invito a una solida e profonda spiritualità, un sincero apprezzamento per il generoso impegno di servizio della grandissima parte di loro. Ha anche parlato delle critiche e delle discussioni sugli abusi commessi da membri del clero, rinnovando la sua condanna per le colpe e l'invito a vivere queste prove nella umiltà e in spirito di purificazione, in modo da dare chiara testimonianza di coerenza e santità nel servizio del Vangelo. L'anno sacerdotale non è stato dunque una celebrazione trionfalistica, ma un vero tempo di preghiera e di rinnovamento spirituale, per aiutare i sacerdoti e anche tutti i fedeli a comprendere più profondamente la importanza e la bellezza del servizio del prete, che rende presente Gesù nella vita della comunità cristiana con la sua parola e i sacramenti e con molte forme di carità. Tutti i preti del mondo ne sono grati al Papa, soprattutto quelli che si sono sentiti sostenuti e incoraggiati in un tempo difficile per le critiche, lo scarso apprezzamento, la difficoltà per mantenere viva la loro vita spirituale. Anche molti fedeli laici hanno capito meglio che devono sostenere i sacerdoti, dimostrando la loro solidarietà umana e spirituale, con la collaborazione e con la preghiera».


Tu segui sempre il Papa nei suoi spostamenti pastorali. Quali sono i prossimi impegni più importanti e significativi?


«Il prossimo impegno molto importante e non facile sarà il viaggio nel Regno Unito, cioè in Inghilterra e Scozia, dal 16 al 19 settembre. Si tratta di un Paese molto secolarizzato, dove i cattolici sono una minoranza, dove non mancano opposizioni anche dure alla visita del Papa da parte di gruppi atei, anticattolici o critici delle posizioni della Chiesa su diversi temi, soprattutto sul comportamento morale nel mondo di oggi. Ma il Papa vi si prepara con serenità, sapendo di portare un messaggio positivo e amichevole per tutti, sulla pace e la solidarietà nella vita sociale, sui buoni rapporti ecumenici con i cristiani anglicani e con gli aderenti ad altre religioni, sul contributo positivo che i cattolici vogliono dare alla società, in particolare alla educazione e allo sviluppo morale e spirituale delle persone. Il culmine del viaggio sarà la beatificazione del Cardinale Newman, una grande personalità vissuta nell'Ottocento, convertito dall'anglicanesimo al cattolicesimo, ma molto rispettato da tutti per la sua grande cultura e spiritualità. Una figura a cui il Papa si sente vicino, perché anche lui cerca di unire sempre la fede con la cultura, in modo che il mondo moderno capisca che la scienza ha bisogno di essere completata dalla fede.


Oltre al viaggio in Inghilterra dobbiamo ricordare anche il Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente, che si riunirà a Roma con il Papa in ottobre per studiare la situazione e la missione della Chiesa cattolica in quella regione così tormentata da guerre, tensioni violente, dal punto di vista politico e religioso. Basti pensare che verranno tutti i Vescovi non solo della Terra Santa (Israele e Territori palestinesi), ma anche di Libano, Turchia, Iraq, Iran, Siria, Penisola arabica, Egitto... Naturalmente la prospettiva sarà quella religiosa propria della Chiesa, ma non si potrà evitare di tener conto della situazione politica, dei rapporti con ebrei e musulmani, ecc. Tutta la Chiesa deve sentirsi solidale con i cristiani di questa regione, perché abbiano il coraggio di non fuggire da situazioni tanto difficili, e anzi trovino il modo di dare un contributo per la pacificazione degli animi, con la testimonianza dell'amore evangelico.


Il Papa ha anche in programma un brevissimo viaggio di due giorni in Spagna, il 6-7 novembre, al famoso santuario di Santiago di Compostella, meta di innumerevoli pellegrinaggi, e a Barcellona, per consacrare una Basilica- la Sagrada Familia -, un'opera architettonica straordinaria del famoso architetto catalano Gaudì, sintesi altissima di arte e fede, che era in costruzione da molte decine di anni e che ora puó finalmente cominciare ad essere utilizzata per il culto.


Naturalmente il Papa avrà anche moltissimi altri impegni: udienze, celebrazioni, discorsi, ecc. ma non possiamo qui enumerarli tutti».


Padre Lomardi svolge un particolare incarico per la nostra Diocesi e per Roma in particolare in quanto egli è il Postulatore a Roma della causa di beatificazione di don Bernardo Mattio: che cosa ci puoi dire del cammino di questa Causa?


«Sono già alcuni anni che la causa, terminata la fase diocesana, è approdata a Roma, ed è giusto spiegare che, anche se in questo periodo non ci sono state grandi novità, si è fatto un lavoro molto importante. Infatti, la prima cosa che la Congregazione per le Cause dei Santi ora aspetta da noi è una ampia biografia, cioè la narrazione della vita, storicamente molto ben documentata, del Servo di Dio. E' il lavoro a cui si è dedicato in questi ultimi anni il Prof. Don Pietro Conte (che ha il titolo di 'Collaboratore del Postulatore', ma in realtà sta facendo tutta la fatica della ricerca e della stesura dell'opera) e che sta arrivando in porto proprio in questi mesi. Bisogna pensare che si tratterà di un volume enorme, di molto più che mille pagine, in cui si descrivono dettagliatamente e con abbondanza di documentazione tutte le tappe della vita e dell'attività di Don Mattio, dalla nascita e formazione giovanile, al suo lunghissimo ministero sacerdotale a Dronero analizzato in tutti i suoi aspetti (pastorale, caritativo-sociale, educativo, amministrativo, ecc.), alla morte e alla fama di santità e alla testimonianza di grazie ricevute per sua intercessione dopo la morte. Il Prof. Don Conte è ben noto per l'accuratezza delle sue ricerche e l'approfondimento di ogni particolare. Perció il suo lavoro ha richiesto e richiede tempo, ma dà risultati importanti e utili per la conoscenza della storia della Diocesi di Saluzzo e della città di Dronero, anche aldilà della causa di Don Mattio. Per esempio, io sono stato colpito delle informazioni e dei nuovi documenti trovati sulla storia del Seminario di Saluzzo nel 1800, oppure sui rapporti fra Giolitti e Don Mattio e gli altri preti della Val Maira, e così via. La biografia scritta da Don Conte sarà certo la fonte più completa ed esauriente sulla vita di Don Mattio, ma sarà anche una miniera di conoscenze su Saluzzo e Dronero nel periodo della sua vita e della sua opera.


Questa grande biografia sarà studiata dai membri e dagli esperti della Congregazione delle Cause dei Santi per valutare se Don Mattio ha vissuto le virtù cristiane in modo 'eroico', cioè superiore al comune, eccezionale ed esemplare. Perció nella biografia sono stati anche approfonditi molto i momenti e gli aspetti per cui possono nascere dubbi o difficoltà sulla sua santità, come le accuse e le liti mosse contro di lui da altri due sacerdoti per motivi amministrativi, o la 'visita' compiuta da un Vescovo mandato da Roma per studiare la situazione della parrocchia di Dronero (e altre parrocchie) al tempo di Don Mattio, ecc. Ogni situazione e ogni domanda possibile ha dovuto essere chiarita nel modo più completo e obiettivo, perché la virtù di Don Mattio possa risultare evidente anche agli esaminatori più attenti.


Se il giudizio della Congregazione sulle virtù eroiche di Don Mattio sarà positivo, il risultato verrà presentato al Papa, che firmerà un Decreto che attesterà appunto questa 'eroicità delle virtù', e Don Mattio potrà essere chiamato non solo 'Servo di Dio', come ora, ma 'Venerabile'. La tappa successiva è poi quella del riconoscimento di un 'miracolo' che sia avvenuto per intercessione di Don Mattio. Questa è oggi la condizione richiesta per procedere alla 'Beatificazione'.  Molte grazie sono state attribuite da vari testimoni all'intercessione di Don Mattio, ma non penso che finora ve ne siano tali da essere prese in considerazione come veri 'miracoli'. Per il procedere della causa è perció importante che la devozione a Don Mattio si conservi viva, così che tante persone di rivolgano a lui perché interceda presso Dio per le grazie di cui hanno bisogno, e se Dio vorrà concedere grazie straordinarie per questa via, il nostro Don Mattio potrà infine essere proclamato Beato, come desideriamo. L'anno sacerdotale, di cui abbiamo prima parlato, è stato occasione per il Papa di richiamare i grandi modelli della vita sacerdotale: il Curato d'Ars anzitutto, ma anche altri grandi santi come quelli piemontesi dell'Ottocento- Don Bosco, il Cottolengo, il Cafasso-; nella loro scia si puó inserire a buon diritto come modello di parroco anche il caro Don Bernardo Mattio.


oreste franco

CorrierediSaluzzo.it è una testata giornalistica.
P.Iva - Cf. - Reg. Imprese CN n. 01893690048
Rea n. CN-142932
Direttore Responsabile: Mario BANCHIO
email: redazione@corrieredisaluzzo.it

Contatta la redazione

© SOCIETA' EDITRICE SALE E LUCE - SOCIETA' COOPERATIVA - Tutti i diritti riservati - Note legali - Area riservata -   Esci
powered by Leonardo Web s.r.l. - MANTA (CN)