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La luna ci guarda


Giovedì 7, Febbraio 2013
in  Stella Stellina



Sono le 19,30 e incomincio a scrivere l'ultimo degli articoli dedicati alla nostra amata Lina, dalla finestra posso ammirare un avvenimento meraviglioso. Poche decine di metri mi separano dall'imponente mole del campanile del Duomo sulla sua cima la croce ha alla sua destra la Luna quasi piena, e alla sua sinistra una luminosa stella fissa, senza luccichìo perché si tratta del pianeta Venere. Ammirando questo quadro universale, ho pensato subito ad un libro comprato parecchi anni fa, scritto dall'illustre professore Enrico Medi intitolato: 'La luna ci guarda' dal quale traggo la prefazione.


«Mentre stavamo impaginando questo libro, con l'editore ed i miei collaboratori abbiamo pensato che fosse un gesto gentile dire brevemente ai lettori il perché di esso.


Non vi è nessun perché particolare: non ha in alcun modo la pretesa di essere un testo scientifico rigoroso, né una trattazione letteraria o storica da specialisti, vuole essere un incontro fra amici che conversano insieme. In un mondo così diviso nella specializzazione e nel tecnicismo, questo libro vuole essere una pausa riposante, una reciproca comprensione, in armonia, fra i diversi sentieri delle nostre vite. Ci guida in questo conversare un'immagine a tutti nota, quasi persona amica e famigliare, che vogliamo rendere più conosciuta e cara: la Luna.


Il Sole non si puó guardare: la sua luce ci acceca; i pianeti sono piccoli dischi vaganti non a tutti è facile riconoscerli; le stelle, sono lontane lontane e sono tante; c'è un'amica peró nel cielo, su di essa i nostri occhi possono posarsi e riposare: fata silenziosa e mite, fedele e mutevole, luminosa e densa di segrete cose.


Che cosa hai ispirato, tu o Luna, nei millenni di storia, a miliardi di creature umane pellegrinanti sul pianeta Terra?


Figlia dello spazio e sorella nostra, e come un ponte fra noi e gli abissi dei cieli; a un solo secondo luce di distanza e mano tesa verso il nostro mondo.


Il suo mutevole aspetto, sempre costante nel suo ritmato ripetersi, segna il battito regolare del tempo per il passo della storia.


Il suo volto è a tutti noti, e per tutti rimane sconosciuto, durante millenni, ispiratrice di pensieri, sogni e amori, di sospiri fantasie e leggende, di profondi studi e pazzi disegni di avventura; messaggera arcana di bene e di male, per le acque, le piante, la vita, le sementi, le nascite, le speranze degli esseri umani.


Ma ecco che nel volgere degli anni di una sola vita, l'uomo domina l'attrazione terrestre, vince l'inerzia della materia, piega l'energia a suo servizio, esplora insondabili distanze, si stacca dal mondo e vola verso la Luna; il suo piede lascia su quel suolo l'indelebile segno del possesso, tutta l'umanità è lassù. Comincia una nuova storia. L'avventura del cavaliere umano ha conquistato la Dama dei cieli: alle future generazioni il messaggio per le più belle speranze.


Queste pagine sono un parlare insieme, con gioia, di poesia, di scienza, di fantasia, e di sogni, di soffusa melanconia di amare, passeggiando così in una notte di estate lungo la riva del mare, in un sentiero di bosco, per un viottolo di montagna, mentre la Luna ci guarda».


Le linee della storia convergono, si concentrano, si raccolgono in un pianto, in un istante... da quel punto, da quell'istante si lanciano irradiandosi per le nuove vie dello spazio e del tempo.


Centinaia di milioni di uomini ascoltano, vedono, palpitano, trepitano, esultano: la più pazza avventura del genere umano ha inizio guidata dalla più esasperata razionalità.


Hanno preparato questo vertice della storia gli audaci di ogni tempo: fenici, indonesiani, mitici eroi come Ulisse, Magellano, Caboto, spericolati poeti dello spazio come Chavet, Lindberg, astronauti quali Sagarin, Arnstrong e Borman: dietro queste bandiere, migliaia e migliaia di volti sconosciuti, di eroismi nascosti, speranze delusioni, sofferenze, successi, insuccessi, scoperte, conquiste. Ma fino lassù, alla vagante signora delle notti, solo la fantasia del poetico cuore dell'uomo era arrivata.


Misteriosa sfera di un invisibile orologio della notte, clessidra variante dei cieli, sogno di innamorante poesia fatta di delusioni e speranze, mistero della scienza e profetessa' delle umane vicende, signora della notte, verso di te le umane generazioni hanno guardato, ma nessuno ha avuto mai la follia di potenti accarezzare.


All'improvviso in una fantastica cavalcata, che le generazioni future non arriveranno forse a spiegarsi, nel giro di pochi decenni, l'uomo inizia l'aria, supera l'atmosfera, avvolge la Terra nelle sue spirali, parte alla conquista fisica della Luna.


Ci sentiamo tutti fieri di una impresa tanto grande, ma nello stesso tempo, riflettendo sui numeri e cifre, ci sentiamo pure tanto tanto piccini. Trecentottantamila chilometri, quasi dieci volte il giro della Terra, e tanto, ma la luce fa questa strada in un battito di cuore, in un secondo. In un secondo essa fa trecentomila chilometri. Per arrivare dal Sole impiega otto minuti, 150 milioni di chilometri.


Eravamo così fieri della nostra grandezza; queste cifre cominciano a farci sentire un po' meno grandi, guardando su verso le stelle, la nostra dimora diventa, minuscola, le nostre conquiste dello spazio ci appaiono passi da bambino. Che cosa ne hanno pensato i nostri padri? Come dobbiamo considerare l'entusiasmo, che ora ci trascina, facendoci sentire quasi padroni dell'universo? È bello con il pensiero diventare astronauti del cosmo, ma rimane il rischio spirituale di sentirci forse cadere in un abisso di nulla.


Io guardo la Luna, il Sole e le stelle, ma essi nulla vedono, nulla intendono; io uomo posso piegare le forze della natura perché sulla Luna mi portino, ma la Luna non puó mutare di un solo grado il tracciato della sua orbita: noi conosciamo le stelle, le stelle non ci conoscono neppure: io le guardo e ne traggo scienza, sapienza, preghiera, gioia e vita, io posso pensare e amare; io uomo sono più grande delle stelle.


Ci viene fatto di constatare come il genio dell'uomo in tutti i tempi si sia manifestato in modo luminoso, attraverso alcuni uomini, le loro conoscenze peró andavamo spesso contrastate, o derise, e non si incontravano quelle degli uni con quelle degli altri. Questo avveniva non solo fra i contemporanei per mancanza di comunicazioni, ma anche per le generazioni successive essendo gli scritti rari ed estremamente difficile la loro divulgazione.


Spesso abbiamo la tentazione di considerare le imprese dei nostri padri trascurabili, in valore assoluto, rispetto alle nostre. Ma risalendo nei tempi vediamo che l'intelligenza e la genialità umana hanno sempre contribuito ad aprire nuovi orizzonti di conoscenza e di progresso, che oggi ci hanno portato a solcare le vie dei cieli.

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