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La nave, logo dell'anno della fede


Giovedì 4, Ottobre 2012
in  Arte & Fede



L'anno della fede che il Papa aprirà l'undici ottobre, nel cinquantesimo del Concilio Vaticano II, è un evento che offrirà numerose opportunità di approfondire la conoscenza di una fede che talvolta sembra solo sopravvivere, tra l'ignoranza dei contenuti e della Sacra Scrittura, la generale indifferenza, l'agnosticismo, l'oscurità dell'ateismo, e l'incoerenza di un cristianesimo senza concretezza. Infatti, dice il Papa al n.2 della sua lettera 'La porta della fede': 'oggi la fede non è più il presupposto ovvio del vivere....non sembra più essere così in grandi settori della società, a causa di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone'.


L'evento di quest'anno tra le diverse opportunità, offrirà anche quella della fruizione artistica: la rivisitazione dei contenuti delle opere d'arte che 2000 anni di cristianesimo hanno prodotto per dire visivamente la fede.


Molto opportunamente il logo scelto per quest'avvenimento è la barca la nave immagine della Chiesa in navigazione sui flutti. Nella traduzione graficamente moderna dell'antico simbolo, riportato anche nella lettera pastorale di Mons. Vescovo, l'albero maestro è una croce tra vele che realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il sole che, associato al trigramma, rimanda all'Eucaristia.


La nave è un simbolo ricco di significato, molto noto e diffuso nei popoli precristiani mediterranei per i quali è simbolo del viaggio della morte e dell'immortalità. Nel cristianesimo sin dalle origini, nel II-III secolo, la nave appare nelle opere catacombali e negli scritti dei Padri dei primi tre secoli. Anche in Palestina, tra i simboli cristiani arcaici degli ossari appare la barca. (E.Testa, 1960 p 6).


Si discute se questo simbolo derivi dalla tradizione ebraica o dalla simbolica greca. Le immagini marittime non sono famigliari alla Bibbia. Israele non è un popolo marinaro, come invece, sono i greci che solcavano il Mediterraneo; in essi si trova l'allegoria della 'nave dello stato' e Platone descrive i vantaggi di questa nave ben governata dal suo timoniere (M.Lurker p.130). Nella letteratura ebraica, la tempesta è data dalle prove, sia personali sia collettive, la cui liberazione puó venire solo dalla potenza di Dio e dalla preghiera. La nave è vista nell'ottica della salvezza dal naufragio; l'arca in cui Noè trovó rifugio lui e i suoi, indica anche il viaggio felice dell'anima in questa vita verso l'eternità.


I cristiani, nei monumenti funerari, hanno ripreso il simbolismo della nave come segno di speranza e di eternità, utilizzandolo subito per esprimere due temi precisi: la Chiesa e la Croce.


Il simbolismo ecclesiale della nave risale ai sec II-III. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc. 4,35-41) la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni.


Nello Pseudo Clemente (sec III) si dice: 'Il corpo intero della Chiesa è come una grande nave che trasporta uomini di provenienza molto diversa' segue poi una lunga allegoria in cui Dio è proprietario della nave, Cristo il pilota, il vescovo la vedetta, i presbiteri sono i marinai i diaconi i capi rematori, i catechisti gli aiutanti (J.Danièlou p. 70).Un testo delle 'Costituzioni apostoliche' del sec. IV, sull'ordinazione dei vescovi dice: 'Quando riunisci la Chiesa sii vigile come il pilota di una grande nave... Prescrivi ai diaconi come a dei marinai di indicare il proprio posto aI fratelli, come a dei passeggeri'. Uno scritto del sec II precisa: 'Cristo è il pilota esperto... La prua (della nave) è verso l'oriente la sua poppa verso l'occidente, la sua carena verso il mezzogiorno. Ha come timoni i due testamenti. Ha marinai a destra e sinistra come angeli custodi che la proteggono. I cavi che collegano alla cima dell'albero sono come gli ordini dei profeti, dei martiri, degli apostoli...' (Id. p71) Anche Ignazio di Antiochia nel I secolo dice: 'La santa Chiesa somiglia una nave costruita di legni diversi... ci sono ordini diversi nella chiesa e le persone sposate vi hanno il loro posto.


L'altra ben nota simbologia della nave è la Croce che appare sin dal II secolo. L'antenna orizzontale che taglia l'albero gli dà la forma della croce; probabilmente è il significato più antico della nave che persisterà anche quando questa sarà identificata con la Chiesa; l'albero della nave-chiesa rimarrà simbolo della Croce di Cristo, come la cita Giustino, sec II, nell'Apologia. Nel dipinto catacombale della Via Anapo, l'albero della nave di Giona, ha la forma di croce.


Le prime rappresentazioni cristiane della nave, appaiono nell'arte sepolcrale sin dal III sec. e rinviano simbolicamente all'iter del defunto verso il porto dell'eternità.


Nell'epigrafe di Firmia Victora (Vaticano) La nave, simbolo della Chiesa ma anche del defunto, si dirige verso la meta celeste simboleggiata dal faro.


Talvolta appare una colomba col ramo d'ulivo che associata alla nave simboleggia l'anima che ha raggiunto la pace; così il cristogramma sulla nave è segno di Cristo. Nel Nuovo Testamento l'attribuzione simbolica si riferisce alla barca di Pietro e alla presenza del lago di Tiberiade dove Gesù, dalla barca, ammaestrava le folle. In un frammento di sarcofago del sec IV, appare una barca il cui il timoniere ha il nome di Gesù e i rematori quello degli evangelisti. (Museo Pio Cristiano, Roma). Un altro frammento di sarcofago (Museo Capitolino), simboleggia la diffusione della Chiesa nel mondo: la barca di nome Thecla ha la vela sostenuta da un grande albero a croce, accanto a due marinai il timoniere è definito dall'iscrizione Paulus.


Con Origene appare per la prima volta la simbolica sull'unità della Chiesa come mezzo necessario per la salvezza: 'Fuori della Chiesa non vi è salvezza' (Homil.3), mentre Ippolito, per primo, presenta l'allegoria della Chiesa locale ed è all'origine degli sviluppi catechetici che ci hanno portato a vedere nella nave, sia l'immagine della Chiesa universale sia quella della Chiesa locale.


mirella lovisolo




BIBLIOGRAFIA


F.BISCONTI, Temi di iconografia paleocristiana, PIAC Roma 2000


J.DANIÉLOU, I simboli cristiani primitivi, 1997 Roma


M.LURKER, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, Torino 1990

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