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L'agibilità non è un titolo abitativo


Giovedě 12, Giugno 2014
in  Consulenza legale


Una recente sentenza del T.A.R. Campania, ha confermato l'ordinamento giurisprudenziale circa la differenza fra i titoli abilitativi e l'agibilità.


La sentenza ha stabilito, per il caso specifico, che è illegittimo, da parte del Comune, negare al richiedente il rilascio del certificato di agibilità a causa del mancato pagamento totale degli oneri concessori (oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione).


Il risultato di tale sentenza avvalora pienamente le precedenti che già avevano stabilito che il mancato pagamento degli oneri dovuti è un aspetto che non ha alcuna interferenza con la verifica di idoneità funzionale, igienico e sanitaria dell'edificio. Il certificato di agibilità infatti non rappresenta un titolo abilitativo per la costruzione ma solamente una dichiarazione rilasciata dai competenti uffici tecnici comunali (ufficio tecnico, servizio igiene edilizia ad esempio) che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti tecnologici in essi installati come detta il Testo Unico dell'Edilizia del 2001. La giurisprudenza con successive sentenze ha specificato che l'agibilità stessa non ha alcun rilievo sotto il profilo urbanistico edilizio, avendo l'unica funzione di controllo sanitario. Ne consegue altresì che, viceversa, la mancanza del Certificato di Agibilità non comporta un abuso edilizio ma costituisce la mancanza della solo controllo igienico sanitario dei competenti uffici comunali. Occorre dunque pensare al Certificato di Agibilità come ad una dichiarazione necessaria per un corretto espletamento delle pratiche edilizie, ma che nulla ha a che vedere con i titoli abilitativi, che variano a seconda dell'entità degli interventi edilizi, quali il Permesso di Costruire, la S.C.I.A. (in buona sostanza ex D.I.A.) e le comunicazioni per interventi di manutenzione straordinaria ed ordinaria. Il Certificato di Agibilità deve comunque essere richiesto con gli opportuni moduli comunali ed i necessari allegati tecnici, dal titolare del titolo abilitativo entro quindici giorni dalla data di ultimazione dei lavori per tutte le opere di nuova costruzione, ricostruzioni, ampliamenti, sopraelevazioni, cambi di destinazione d'uso tra destinazioni non compatibili fra loro ed in tutti i casi in cui vengono alterati i parametri già citati di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico; la mancata presentazione della domanda nei termini previsti comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria compresa fra € 77 ed € 464.


geom. Davide Galfrè

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