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L'angolo tencico: proprietà, il Catasto non dà prova certa


Giovedì 29, Ottobre 2015
in  Consulenza legale


Il Catasto, suddiviso fra Catasto Terreni e Catasto Fabbricati, attualmente è denominato 'Agenzia delle Entrate- Sezione Territorio': esso è stato creato a fine '800 in seguito all'unificazione dell'Italia con il fine di censire tutti i beni immobili esistenti per i quali i proprietari ne avrebbero dovuto sostenere la tassazione. Il Catasto ha dunque un fine puramente economico e tributario, poiché le imposte e tasse (come IMU, TASI, TARI, ecc...) si calcolano partendo da una base imponibile derivante dalla rendita catastale assegnata all'immobile.


La logica conseguenza è che tutti i dati che non riguardano la rendita catastale non costituiscono prova certa sulla quale poter basare una propria ragione, intestazione compresa. Per avere la prova certa sull'intestazione di un immobile è, infatti, necessario valutare per prima cosa gli atti notarili. Sono gli atti che danno prova certa sulla titolarità e non la visura catastale! Gli atti notarili sono conservati in pubblici registri, consultabili presso l'Ufficio della Pubblicità Immobiliare (la cui sede segue le sedi dei tribunali della zona).


Gli atti notarili, una volta stipulati, vengono registrati, trascritti ed in seguito volturati:


- la registrazione serve per il pagamento delle imposte dovute nel trasferimento di proprietà;


- la trascrizione serve proprio a rendere definitivamente opponibile a chiunque l'atto stesso, dando prova che la proprietà dal bene immobile è in capo alla parte acquirente dell'atto;


- la voltura serve a modificare l'intestazione del bene immobile sulla sua visura catastale.


Ormai gli errori sono poco frequenti, ma è facile trovare nelle visure catastali errori sull'intestazione dovuti ancora ai vecchi metodi manuali in cui, sia per chi compilava la voltura (il notaio, geometra o professionista di fiducia), sia per il tecnico catastale che la recepiva, era possibile commettere errori di battitura e/o scrittura.


Per poter correggere queste inesattezze sulle visure catastali (che possono riguardare l'intera intestazione o anche solo una parte di essa, come la data di nascita, il codice fiscale o piccoli dati) è necessario verificare i due seguenti casi:


- se in forza dell'atto notarile è già stata presentata una voltura che il Catasto ha mal recepito, occorre presentare un'istanza di correzione che non provoca alcuna spesa;


- se non è mai stata presentata una voltura, o se quest'ultima è stata presentata errata, è necessario ripresentare una nuova voltura il cui costo minimo è pari a 71 euro.


Geom. Davide Galfrè

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