DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE        Via Parrà, 9 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. 0175.42556 - Fax. 0175.43440

Le lenticchie di Esaù


Giovedý 5, Dicembre 2013
in  Leggere con gusto


Tondi tondi e piccoli piccoli, piatti, con facce convesse: passerebbero inosservati da soli, ma in gruppo fanno colpo, anzi compatti sono una potenza. Si tratta delle lenticchie, nome di origine latina, lenticula, 'piccola lente', che vantano una tradizione antica. La loro coltivazione inizia nelle terre dell'antico Egitto, poi in Grecia e a Roma. E' il cibo dei poveri, ma ricco di proteine e ferro, tanto che Plinio il Vecchio glorifica le lenticchie per il loro alto valore nutritivo e per la virtù di infondere tranquillità all'animo; è il cibo che ci porta al lavori dei campi, al duro e faticoso dissodare la terra per poi seminare, ma anche al contatto con la natura, alla genuinità dei prodotti, come nei Poemi conviviali Pascoli canta: .../ché la pioggia a lungo( nei dì passati avea temprato il suolo,/( e i contadini aravano le salde, /( ed era tempo d'affidar le fave /( ai solchi neri, e la lenticchia ai rossi./( E nudo un uomo traea giù da un carro, /( presso la strada, con un suo ronciglio,/( il pingue concio. Nel Medioevo i ceti più abbienti, i nobili ricchi relegarono il consumo delle lenticchie alla mensa dei poveri, servite e mangiate quasi esclusivamente nei conventi, nel Rinascimento era cibo caldo e secco, adatto a coloro che volevano vivere castamente. In Francia al tempo di Luigi XIV le lenticchie venivano date come cibo ai cavalli e Alexander Dumas nel suo Grand Dictionnaire de Cuisine del 1873 le considerava un cibo pessimo.


Pur nella loro semplicità, le lenticchie, le verdi di Altamura o le rosse dette anche egiziane, sono state caricate di significati simbolici: Artemidoro, nato ad Efeso nel II secolo e vissuto a Roma, nella sua Interpretazione dei sogni accomuna le lenticchie all'annunciazione di lutti, per altri esse simboleggiano la prosperità e il denaro, in quanto hanno forma simile a quella delle monete. Regalare un portamonete ricolmo di lenticchie è buon auspicio. Per questo motivo in Italia, durante il cenone di San Silvestro, si mangiano le lenticchie (spesso come accompagnamento di zampone o cotechino), come simbolo di fortuna per l'anno nuovo. Allora perché l'espressione popolare


'Per un piatto di lenticchie' suona offensiva, svalutante nei confronti del legume?


L'equivoco nasce da un passo della Genesi in cui si racconta di Esaù che, rientrato affamato dalla campagna, vide Giacobbe che aveva cotto un piatto di lenticchie. Quando gli chiese da mangiare poiché era sfinito, Giacobbe chiese in cambio la primogenitura e Esaù accettó. Dunque il cibo dell'ambiguità, cibo povero che rende ricchi! Ma nel piatto invece c'è la rivalsa. Le lenticchie sono il degno accompagnamento, segno di abbondanza, di opulenza, di calorie in quantità. E non si sentono certo inferiori al grosso, grasso e roseo zampone.

 

cetta berardo

 

 

CorrierediSaluzzo.it è una testata giornalistica.
P.Iva - Cf. - Reg. Imprese CN n. 01893690048
Rea n. CN-142932
Direttore Responsabile: Mario BANCHIO
email: redazione@corrieredisaluzzo.it

Contatta la redazione

© SOCIETA' EDITRICE SALE E LUCE - SOCIETA' COOPERATIVA - Tutti i diritti riservati - Note legali - Area riservata -   Esci
powered by Leonardo Web s.r.l. - MANTA (CN)