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Le trombette di Totó


Giovedì 3, Luglio 2014
in  Leggere con gusto


L'umorismo fa bene alla salute, dà un senso di leggerezza e di benessere, secondo alcune ricerche è antidoto per pressione alta e problemi cardiaci, aumenta le difese immunitarie (' la risata è una ginnastica per i polmoni'). A livello mentale, migliora la consapevolezza di sé e la creatività. Umberto Galimberti lo definisce 'la lettura indulgente ed intelligente del lato ridicolo di cose e di uomini', spostando l'accento sull'intelligenza, sullo sforzo intellettivo e creativo di chi fa la battuta umoristica che risulta indulgente perché non deve far male, colpire, offendere o svalutare la persona.


L'umorismo è come lo zucchero filato: 'Guardiamo affascinati il bastoncino avvolto da una nuvola bianca, ma appena proviamo a gustarlo svanisce e si riduce quasi a nulla. Così il motto di spirito ci fa ridere e sorridere ma, appena cerchiamo di capire il perché, appena cerchiamo di isolare parole e significati, il sorriso ci muore sulle labbra; cerchiamo allora di avvicinarci a questo argomento con attenzione ma con tanta delicatezza, impegnandoci a far tesoro solo delle affermazioni e considerazioni sulle quali un po' tutti gli autori concordano'. Parole adattate e deformate, piegate e riutilizzate... per far ridere.


A partire da nomi. Si possono immaginare coincidenze bizzarre di nomi e cognomi: una ragazza ha cognome Camera; se le si dà come nome di battesimo Daria, sarà Camera Daria. I nomi possono essere coniati per ottenere freddure tipo:- Pronto, casa Bugiardini?- -Chi, noi? Ma se non abbiamo neanche il telefono!' Ma se si scambiano le lettere, gli effetti possono essere infiniti. Ripescando Umberto Eco: 'Il calzolaio ha studiato alle Suole elementari' oppure 'la Biella addormentata nel bosco', 'Cassa mia, cassa mia, per piccina che tu sia', 'Sbagliando s'impera'. L'indimenticabile Totó in un film incontra in treno un certo onorevole Trombetta: la sorella ha sposato un uomo di nome Bocca, diventando la signora Trombetta in Bocca. Il commento di Totó: 'Dove vuole che se la metta sua sorella la trombetta?'.


A proposito di trombette, quelle da mangiare, quest'anno tardano a trionfare e a ricoprire i pergolati. Dall'aspetto slanciato, tubolare, sottile con estremità leggermente rigonfie, dal sapore dolciastro, in cucina sono versatili, entrano in piatti giocati sulla punta di fioretto di profumi delicati e fragranze irripetibili, torte salate, frittate, zucchine ripiene e quant'altro. Semplice e rapida da preparare è la pasta con le trombette, fatte cuocere a fuoco basso nel soffritto d'olio, erbe di Provenza, panna e...pepe. Sui fusilli, saltano in bocca.

 

Cetta Berardo

 

 

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