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Le credenze lunari


Giovedý 17, Gennaio 2013
in  Stella Stellina



La misteriosa Stele di Priora sembra composta di due configurazioni caratteristiche, la prima riproduce i momenti attorno al tramonto del Sole all'equinozio di primavera. E l'inizio della metà luminosa dell'anno. Pressappoco al meridiano, molto alta nel cielo, c'è la Luna di sette giorni (al primo quarto) grosso modo incongiunzione con Regolo. La seconda configurazione potrebbero essere i momenti attorno al sorgere del Sole all'equinozio d'autunno. Il Sole sorge presso Antares e, in quel momento tramonta Aldebaran.


Configurazioni come queste non si ripetono ad ogni equinozio. Che significavano quelle configurazioni? Azzardo una semplice supposizione: la Luna piena è poco fausta in molte tradizioni popolari, mentre la Luna crescente o calante è connessa, per esempio con utili operazioni agricole, ma quale mito suggerisse ai contemporanei la stele di Triora, sembra ormai impossibile determinare con precisione. Va tuttavia un po' ridimensionata una certa tendenza della antropologia-sociologia moderna a sottovalutare certi aspetti protomoderni di tecnica, o misurazione o precisione nello studio delle civiltà primitive, a vantaggio di interpretazioni sociologico-psicologiche.


Saltando all'Anatolia, l'ortostato anatolico con decorazioni geometriche, trovato a Tirisin Alm e descritto da M. Uyanik e da G. Anati nel 1972 e forse una specie di calendario lunare.


Le parti essenziali sono: a) un rettangolo diviso in tre sezioni, ciascuna delle quali è riempita da nove segni verticali, in tutto quindi 27; b) una appendice inferiore di 12 tratti verticali; c) gruppi di tratti a destra del rettangolo quasi certamente indicanti numeri e precisamente 1 accanto al settore superiore, 3 acconto al medio e 5 acconto all'inferiore.


Che i 27 tratti indichino i 27 giorni del mese siderale sembra indubbio. I 12 segni in basso non sembra possano interpretarsi altrimenti che come simbolo dei 12 mesi sinodici dell'anno. Il problema sta in quelle cifre, 1,3,5 sulla destra del rettangolo. A mio parere, esse sono un elementare metodo di concordanza fra mese siderale e mese sinodico.


Va detta una parola a proposito della ripartizione del mese sidereo in tre settori di nove giorni. La cosa in sé non è strana, dato che 27 è divisibile solo per 3 e per 9.


Le cifre segnate sul lato destro del rettangolo dell'ostostato, a mio parere, il solo sistema che dia un senso è immaginare che l'inizio del mese sidereo sia supposto coincidere con una determinata fase; diciamo, ad esempio, con la Luna nuova. La cifra a destra della prima novena, significherà allora: la prossima fase (primo quarto) avverrà, in questa novena, nel suo giorno 9 meno 1, cioè l'ottavo giorno della Luna nuova, o la 'scomparsa della Luna'. La cifra 3 a destra della seconda novena verrà quindi parallelamente: 'la fase ancor prossima' (la luna piena) avverrà a nove meno tre giorni della novena, cioè al quindicesimo giorno della Luna nuova', e infine la cifra 5 alla destra della novena inferiore vorrà dire: la fase ulteriore (cioè l'ultimo quarto), avverrà a nove meno cinque giorni di questa novena, cioè il ventiduesimo giorno dopo il novilunio'. Ma questo vale ovviamente solo per un mese sidereo; e i successivi? Non so se cado in un eccesso di interpretazione proponendo che i due segni sulla sinistra del rettangolo tripartito siano un rozzissimo promemoria del fatto che, molto grosso modo, ogni fase è sfasata di circa due giorni rispetto al mese siderale, e con semplici addizioni e sottrazioni ci si puó anche arrangiare a calcolare con 'tavola' approssimativamente, le corrispondenze fra mese sinodico e sidereo.


Ma che significava in origine questo misterioso aste? La combinazione di tre gruppi di 9 che abbiamo visto nell'ortostato di Tirisin Alm puó essere investito in una combinazione di 9 gruppi di tre. Poiché il viaggio giornaliero della Luna fra le stelle è di circa 13¬ tre stazioni lunari formano un arco di circa 40° che, moltiplicato per 9 completa l'intera circonferenza del cielo (360°).


L'importanza delle Pleiadi nel folklore e nell'etnologia è ben nota della Cina all'India, dalla Polinesia all'Arabia alla Somalia. Circa nel 2000 a C. la zona del cielo fa Aldebaran e le Pleiadi coincideva, più o meno con l'equinozio di primavera, abbiamo già visto come l'equinozio di autunno era vicino alla rossa Anlares dello Scorpione. Le ora immaginiamo che il primo aste cominciasse verso il principio della primavera, con la prima sottile falce di Luna vicino alle Pleiadi, dopo 4 a 5 aste, cioè, dopo più o meno 15 giorni la Luna piena sarebbe stata visibile presso Antares.


Data la differenza di circa 2,2 giorni fra i cicli sinodico e sidereo, il mese sidereo che seguirà non mostrerà lo stesso ordine di fasi, ma piuttosto una sequenza in cui le tre fasi significative, si seguiranno in modo inverso, rispetto al primo mese. Ció fornirebbe un semplice metodo per combinare le fasi con la posizione siderea della Luna.


Ripeto che queste concordanze, questi sistemi nemotecnici, non sono troppo precisi nelle misure di tempo. Supponendo che questo sistema fosse operativo fra i baschi, possiamo anche ammettere che la sequenza di stazioni lunari, possono essere stati corretti, a un certo punto, e la serie comincia di nuovo.


Simili sistemi si trovano anche in Afghanistan e in Somalia, ma non abbiamo lo spazio ne il tempo di entrare in troppi dettagli.


Umberto Paoli

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