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Le galassie Straburst


Giovedì 29, Novembre 2012
in  Stella Stellina



Gli esempi più spettacolari di galassie Starburst scoperte da un gruppo di astronomi (e pubblicati recentemente sulla rivista 'Nature') non facevano parte dell'insieme selezionato inizialmente. La loro scoperta ha tutte le qualità di un racconto poliziesco dove l'intuizione gioca un ruolo importante, ma una componente essenziale è la buona fortuna.


Parecchie galassie interagenti sembrano aver avuto incontri così rovinosi che le loro identità individuali si sono quasi perse. In un successivo ampliamento della rassegna osservativa, l'Ukiry, il Telescopio Infrarosso Inglese che si trova alle Hawaii, fu puntato su N.G.C. 6240, una galassia dalla struttura estremamente caotica, e si trovó che era una sorgente infrarossa molto luminosa. Inoltre nel catalogo preliminare di oggetti brillanti scoperti dal satellite infrarosso Iras (Infrared Astronomy Satellite) si trovó una cospicua sorgente anonima nella stessa zona di cielo.


Benché Iras fosse sensibile all'infrarosso lontano c'era qualche piccola sovrapposizione tra le bande osservate dal satellite e parte dallo spettro preso dall'U.K.I.R.T. Il confronto tra i risultati ottenuti dai due telescopi confermava che si riferivano allo stesso oggetto, che ora veniva ad unirsi alla lunga lista di galassie rilevate da Iras.


Continuando le osservazioni si scopriva pure che la luminosità infrarossa totale di N.G.C. 6240 è spaventosamente alta, poiché l'oggetto emette energia a queste lunghezze d'onda con una potenza che è venti volte maggiore di quella della via Lattea misurata sull'intero spettro. Ció la rende una delle galassie più luminose nell'infrarosso finora scoperte. Non solo, ma l'emissione interessa una regione estesa circa 10.000 anni luce, il che sembrerebbe confermare che la sorgente è da ricercarsi in nubi di polveri surriscaldate da un gran numero di stelle in formazione. L'idea che viene affacciata e che in N.G.C. 6240 si stia assistendo ad una collisione quasi frontale tra due galassie ricche di gas e prossime a fondersi in un unico oggetto.


La popolazione di stelle supermassicce che si formano in uno Starburst dev'essere qualcosa di meraviglioso. Consumano il loro carburante nucleare a velocità prodigiosa e conseguentemente 'invecchiano' molto rapidamente. Giunte al termine della loro esistenza, muoiono con una spettacolare esplosione di supernova. I resti di una deflagrazione così violenta divengono cospicue radiosorgenti, così non stupisce che N.G.C. 6240 sia anche una potente sorgente di onde radio.


Anche N.G.C. 3256, una galassia interagente parimenti caotica, è una fonte radiosorgente, ed era naturale che anch'essa diventasse oggetto di osservazioni infrarosse. Comunque, la possibilità di dare un'occhiata nell'infrarosso di questa galassia si è creata in modo abbastanza inusuale.


Nel febbraio del 1984, i membri del gruppo dell'Imperial Gollege stavano usando il telescopio di 1,5 m. dell'Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo nelle Ande cilene per un loro programma esplorativo. Poiché poterono godere di un tempo eccellente, il programma principale stava marciando molto bene. Inoltre si rese disponibile del tempo che originariamente era stato destinato a lavori di manutenzione e loro si trovarono subito d'accordo di usarlo per dare un veloce sguardo nell'infrarosso di N.G.C. 3256.


Con grande sorpresa e gioia, questa galassia si imponeva davanti ai loro occhi, come una delle più luminose galassie infrarosse conosciute. Come in N.G.C. 6240 e in altri oggetti simili la regione interessata alla formazione stellare si estendeva per parecchie migliaia di anni luce. ancora una volta lo scontro frontale di due galassie a spirale ricche di gas sembra evolvere verso la loro fusione. Il verificarsi di un gran numero di esplosioni di supernovae durante e dopo la fase di Starburst dovrebbe poi espellere la gran parte delle polveri e dei gas interstellari fuori dalla galassia. Ció, unitamente alla prevista perdita della struttura a spirale, farebbe apparire le due galassie fuse come un unico oggetto, più simile ad una ellittica.


Inizia così ad affiorare un disegno gerarchico nei fenomeni di emissione infrarossa e di attività di formazione stellare delle galassie.


Le galassie normali come la via Lattea, si trovano nella parte più bassa di questa piramide, emettendo solo una piccola quantità della loro energia complessiva nell'infrarosso.


Le galassie interagenti mostrano grandi eccessi infrarossi e, ai vertici della scala gerarchica, le galassie fuse rivaleggiano con i nuclei attivi delle più brillanti galassie di Leyfert per la loro luminosità in questa banda spettrale.


È improbabile che la nostra Galassia possa mai sperimentare collisioni di portata simile a quella osservata in N.G.C. 6240 e N.G.C. 3256. Ciononostante, c'è chi pensa che le due piccole e irregolari galassie-satelliti della via Lattea, le Nubi di Magellano, mostrino i primi sintomi di una possibile interazione con la Via Lattea.


A dispetto di ció, siccome i tempisclala per queste collisioni si valutano in parecchi miliardi di anni, ci sembra di scarsa importanza stare a controllare se sulle nostre polizze di assicurazione c'è anche la copertura per 'urto con galassie'.


Umberto Paoli

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