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Legge di stabilità 2013: nuove regole di fatturazione


Giovedý 10, Gennaio 2013
in  Consulenza legale



La legge di stabilità 2013, in recepimento della direttiva dell'Unione Europea n. 2010/45/UE, ha introdotto alcune novità in materia di fatturazione applicabili con decorrenza dal 1° gennaio 2013.


In primo luogo diventa obbligatorio indicare in fattura il numero di partita IVA del cliente nazionale, o il codice fiscale qualora si tratti di un soggetto che non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione (consumatore finale). L'obbligo di indicare il numero dell'identificativo IVA, sussiste anche nel caso in cui il cliente sia stabilito in un altro Stato membro dell'Unione Europea. Una seconda importante novità riguarda la numerazione delle fatture che dal 1° gennaio 2013 dovrà essere tale da identificare ciascun documento in modo univoco. Secondo gli interpreti tale prescrizione potrebbe essere soddisfatta mediante l'indicazione dell'anno di riferimento della fattura (es.: fattura n. 1/2013), ma su questo aspetto si attendono i chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate. Qualora l'operazione da fatturare non comporti l'applicazione dell'IVA, non sarà più obbligatoria l'indicazione del riferimento normativo, ma dovrà necessariamente essere esplicitata la tipologia di operazione secondo una delle espressioni standardizzate previste dall'art. 21 c. 6, 6-bis e 6-ter del D.P.R. 633/1972 (non imponibile, esente, non soggetta ad IVA, inversione contabile, regime del margine- beni usati, ...). La legge 24/12/2012 n. 228 ha inoltre introdotto per le operazioni di ammontare non superiore a 100,00 euro e per le note di variazione, la facoltà di emettere la cosiddetta fattura semplificata caratterizzata dalle seguenti facilitazioni:


- possibilità di omettere alcune indicazioni relative al cliente (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio) limitandosi a specificare il numero di partita IVA o il codice fiscale;


- possibilità di indicare in modo più generico l'oggetto dell'operazione senza necessità di specificare natura, qualità e quantità dei beni ceduti e servizi prestati;


- possibilità di precisare solamente il corrispettivo complessivo e l'imposta incorporata o i dati che permettono di calcolarla, in luogo di imponibile, aliquota IVA e imposta.


La fattura semplificata non è ammessa per le cessioni intracomunitarie e per alcune altre operazioni compiute nei confronti di soggetti passivi debitori d'imposta in altro Stato UE.


Dott.ssa Grazia Previti


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