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L'iscrizione di un libero professionista senza cassa di previdenza


Giovedì 24, Maggio 2012
in  Consulenza legale


Sovente riceviamo richieste da parte di persone che desiderano iniziare l'attività libero professionale quali lavoratori autonomi o con- sulenti e ci chiedono come devono inquadrare correttamente la loro posizione nei confronti dell'Agenzia Entrate e dell'Inps.
In genere si puó dire che i professionisti sono coloro che svolgono per professione abituale, eventualmente anche non in modo esclusivo, un'attività di lavoro autonomo. Devono quindi essere in possesso di partita Iva, ma non sono iscritti al Registro delle imprese istituito presso la Camera di commercio. La loro attività puó essere svolta in forma individuale o sotto forma di studio associato, ma non viene quindi esercitata sotto forma di impresa. I professionisti, dunque, debbono acquisire partita Iva tramite un intermediario abilitato o direttamente presso l'Agenzia Entrate.
Dal punto di vista previdenziale, invece, ci sono professionisti senza Cassa di previdenza, che svolgono attività professionali per le quali non esiste tale Cassa, come puó essere l'attività di consulente aziendale, e professionisti con Cassa di previdenza, come gli avvocati, i geometri, gli architetti, ecc.
 
Per quanto attiene l'Inps i lavoratori autonomi senza Cassa previdenziale sono obbligati all'iscrizione alla Gestione separata Inps di cui alla Legge 8.8.1995, n. 335. Per iscriversi alla Gestione separata è possibile rivolgersi ad un Commercialista o utilizzare la modalità telematica,  collegandosi  al  sito  Internet 'www.inps.it', sezione 'Servizi on line'. L'Inps ha stabilito che il contributo dovuto è pari al 27,72% per i professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria: tale im- porto viene versato sui redditi netti che risultano dal Modello Unico. I lavoratori autonomi senza cassa possono poi addebitare al cliente un contributo in fattura pari al 4% dei compensi lordi. La maggiorazione del 4% che viene addebitata in fattura è peró parte inte- grante del compenso e quindi viene assoggettata a ritenuta d'acconto e concorre a formare la base imponibile dell'Iva. I contributi che verranno versati dal professionista, siano essi in acconto o a saldo alle scadenze previstedallaleggesullabasedelredditonetto dichiarato ai fini dell'Irpef, sono oneri deducibili dal reddito complessivo.


Dott. Mario Clericuzio

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