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Mangiare e scrivere: che accoppiata!


Giovedì 22, Gennaio 2015
in  Leggere con gusto


Lettere sulla cucina a un sedicente buongustaio napoletano di Alexandre Dumas è un divertissement scritto da un uomo che non solo amava scrivere ma anche mangiare.


Viaggiatore indefesso, curioso delle abitudini culinarie dei paesi che visitava, Dumas intervalló scrittura di romanzi feuilleton quali Il conte di Montecristo, La regina Margot, allo studio di ricette. Coltivando in questo modo una passione familiare: egli aveva avuto come nonno materno il maître d'hotel del duca d'Orléans. Dunque la cucina faceva parte del suo DNA. Suo grande obiettivo era di realizzare il Grand dictionnaire de cuisine. Le Lettere appartengono a un periodo intermedio, di preparazione e riflessione sulla gastronomia e rappresentano un connubio felice di gola e letteratura. Discetta sui maccheroni alla Rossini, da lui gustati in casa del maestro, ma considerati mediocri. La ricetta che egli ci propina promette decisamente di più, così il suo coniglio cotto nella pelle, preparazione sconosciuta, sull'onda del ricordo di un viaggio nel deserto africano, dove assistette alla cottura di un montone. Ucciso il coniglio, gli si apre il ventre per far uscire più sangue possibile, gli si toglie il fegato, poi 'con il fegato, un'ala di pollo, due ali di perniciotto o di beccaccia, un tartufo, un po' di carne di salsiccia, cipolla, prezzemolo, aglio, spezie, fate un trito cui unirete una noce di burro salata e pepata; rimettete il tutto nel ventre del coniglio in modo che sembri, quale che sia il suo sesso, una femmina in procinto di sgravare'. Con stile roboante, periodare ampio e involuto, Dumas ci trasmette il gusto di assaggiare ricette inedite, ma anche di conoscere luoghi e tradizioni diverse.


Dice nella lettera all'amico Torelli: 'Ho viaggiato, nell'ordine, in Italia, dove si mangia mediocremente, in Spagna dove si mangia male e in Russia dove non si mangia affatto, e poiché in questi tre paesi ho costantemente e due volte al giorno avuto non soltanto il desiderio, ma la necessità di mangiare, ho radunato tutti i miei ricordi di cacciatore, dall'omelette al lardo al coniglio saltato, e ho inserito fra questi due piatti che si preparano rapidamente, una cinquantina di piatti profondamente elaborati, e che pochissimi, oserei dire, eseguono al mio livello'. Dall'alto della sua esperienza europea, dispensa consigli, si sente parte di un mondo privilegiato, quello dei 'buongustai' che amano sporcarsi bocca e mani col cibo.


Per Dumas 'cucinare non è soltanto preparare del cibo; cucinare è dare e darsi, non senza una certa ostentazione. Condisce le pietanze trattandole come trattava le parole'. Parola del suo biografo, Claude Schopp.

 

cetta berardo

 

 

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