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Milano capitale del gusto


Giovedì 12, Febbraio 2015
in  Leggere con gusto


In attesa dell'inaugurazione dell'expo, Milano diventa l'ombelico d'Italia.


Milano opulenta, Milano città di shopping, di incontri, Milano città di chef famosi.


Un libro mi ha riportato indietro negli anni, alla Milano del 1983. Il titolo è pruriginoso, L'amour gourmet, gli autori una coppia di giornalisti Erica Arosio, Giorgio Maimone, milanesi doc. Oggi Milano è città da bere, secondo lo slogan vincente, un tempo una città da amare e da mangiare. «Il cibo- spiegano Erica Arosio e Giorgio Maimone- diventa in quel periodo filosofia, estetica, stile di vita. Dopo gli anni di piombo, ritorna la voglia di leggerezza e di far festa. Noi che abbiamo vissuto Milano in quegli anni di boom economico volevamo raccontare quel periodo davvero fantastico». Si affermava l'astro di Gualtiero Marchesi, con la sua eleganza, la sua creatività: un vero e proprio stile culinario.


Il 1983: gli anni del craxismo rampante, del decisionismo craxiano, del gusto del potere e delle carriere fulminanti. E tra tovaglie di Fiandra, bicchieri di cristallo, si ha voglia di superare gli anni di piombo, di divertirsi, di fare amicizie. Tra i tavoli si formano e si disgregano le coppie, il cibo passa al vaglio di critici gastronomici potenti e puntuti, una vera casta. Un loro giudizio sancisce il successo o l'insuccesso di un locale.


L'amour gourmet indaga tra i meandri di un mondo erotico-culinario. Minimale, come si conviene all'epoca, senza la pretesa di raccontare tutto, ma di suggerire l'atmosfera del tempo in sette frammenti. Sette cene per sette coppie in sette ristoranti. La voce narrante, un gourmet che sogna l'amore, assieme ai piatti, dal risotto con la foglia d'oro alla bresaola con la rucola, assapora anche un girotondo sentimentale che diventa la colonna sonora e visiva delle sue cene. In ogni capitolo un ambiente, una cena, un vino, un piatto, un frammento di discorso amoroso con esplicita citazione iniziale da Roland Barthes. In appendice, sette ricette chieste direttamente agli chef dei ristoranti citati. Ogni incontro è arricchito con dettagli d'epoca: dai film, alle canzoni, dai fatti di cronaca alle trasmissioni televisive al dibattito politico. Spigolature sugli abiti, le scarpe, le acconciature, i gioielli. Ma il protagonista è il cibo che stimola i sensi ed è la sensorialità spiccata, a tratti audace, altre volte più delicata che lega gli episodi tra loro.


Quali ricette scegliere? Mi sono permessa di decidere io per i tanti lettori: quella delle crespelle integrali di Claudio Sadler, uno degli chef più conosciuti in Italia, di sicura competenza ma anche di grande allegria e creatività. Si preparano in fretta: prima la pastella con farina stemperata nel latte e lievito di birra, a cui si aggiunge un uovo e olio all'aglio, poi broccoletti, prima lessati, ben tritati, conditi con pecorino e pepe, arricchiti di dadini di mozzarella. In padella la pastella diventa crespella, farcita del ripieno e messa in forno per 3 minuti. Giusto il tempo di prendere colore.

 

cetta berardo

 

 

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