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Non confiscabili i beni di una società che omette l'Iva


Giovedì 27, Marzo 2014
in  Consulenza legale


Con una recente sentenza le Sezioni Unite della Cassazione Penale (Cass. S.U. 30 gennaio 2014 n. 10561) si sono pronunciate in merito alla possibilità di disporre il sequestro dei beni di una società (persona giuridica) in conseguenza delle violazioni tributarie commesse dal legale rappresentante della stessa.


Il caso ha riguardato un imprenditore, il quale, indagato per aver omesso di versare per conto della società di cui era legale rappresentante, l'imposta sul valore aggiunto (art. 10 ter d.lgs. n. 74/2000), ha subito il sequestro preventivo, con finalità di successiva confisca, di un immobile di sua proprietà.


L'imprenditore ha presentato ricorso in cassazione sostenendo, tra l'altro, che il sequestro finalizzato alla confisca avrebbe dovuto riguardare i beni della società, eventualmente avvantaggiatasi del risparmio d'imposta, e non invece direttamente il suo legale rappresentante, che al contrario non avrebbe tratto alcun profitto dall'omesso versamento dell'IVA.


Sulla possibilità di aggredire direttamente i beni della società per le violazioni tributarie commesse dal legale rappresentante, sussiste un contrasto giurisprudenziale.


A fronte di un primo orientamento che ammette il sequestro preventivo e la successiva confisca per equivalente dei beni della società medesima, si rileva infatti altro indirizzo giurisprudenziale che invece ritiene non ammissibile tale misura quando si proceda per violazioni tributarie commesse dal legale rappresentante della società.


Le sezioni unite della Cassazione, nel dirimere l'accennato contrasto, hanno precisato che la confisca diretta, cioè avente ad oggetto il profitto del reato (ovvero qualsiasi utilità economica conseguita con la commissione del reato) potrà essere disposta nei confronti della persona giuridica, sempre che il profitto stesso oppure i beni ad esso riconducibili siano rimasti nella disponibilità della medesima.


Al contrario la confisca per equivalente (avente ad oggetto denaro e utilità per un valore corrispondente al profitto del reato) di beni della persona giuridica, per reati tributari commessi dal legale rappresentante, deve ritenersi assolutamente esclusa, in considerazione del fatto che la responsabilità per i reati tributari è riferibile alla sola persona fisica.


Tale ultima considerazione è tuttavia sottolineata in modo critico dalla Cassazione la quale, nel ravvisare l'incoerenza del sistema normativo afferma: «è possibile, attraverso l'intestazione alla persona giuridica di beni non direttamente riconducibili al profitto di reato, sottrarre tali beni alla confisca per equivalente, vanificando o rendendo più difficile la possibilità di recupero di beni pari all'ammontare del profitto di reato, ove lo stesso sia stato occultato e non vi sia disponibilità di beni in capo agli autori del reato».


avv. Andrea Marras

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