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Novità per il ravvedimento oneroso


Giovedý 19, Marzo 2015
in  Consulenza legale


La legge di stabilità per il 2015 (Legge 190 del 23 dicembre 2014) ha introdotto alcune importanti novità in materia di ravvedimento operoso. Attraverso questo istituto, i contribuenti possono correggere spontaneamente errori ed omissioni, usufruendo di una riduzione delle sanzioni. Fino al 31/12/2014 era possibile accedere al ravvedimento operoso a condizione che la violazione non fosse già stata contestata e che non fossero già iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento comunicate formalmente all'autore dell'errore od omissione. Per effetto della Legge di Stabilità tale preclusione è venuta meno a decorrere dal 1° gennaio 2015. Inoltre non è più necessario, come in passato, che la violazione venga sanata entro un anno, o comunque entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa, essendo invece previsto un più ampio termine. Pertanto, per effetto delle suddette novità, sarà possibile sanare eventuali errori od omissioni con le seguenti modalità:


- entro il 14° giorno dalla violazione, pagando una sanzione pari allo 0.2% per ogni giorno di ritardo (solo per omessi versamenti);


- dal 15° al 30° giorno di ritardo, si applica una sanzione fissa del 3%. Anche in questo caso deve trattarsi di violazioni relative al versamento;


- fino a 90 giorni dalla commissione della violazione o dalla presentazione della dichiarazione periodica se prevista, la sanzione è ridotta ad 1/9 del minimo (tale previsione riguarda errori ed omissioni in genere);


- entro un anno dalla violazione o entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa, la sanzione è ridotta ad 1/8 del minimo (errori ed omissioni in genere);


- entro 2 anni dalla violazione o entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo in cui è stata commessa, la sanzione è ridotta ad 1/7 del minimo (errori ed omissioni in genere, ma in questo caso deve trattarsi di tributi gestiti dall'Agenzia delle Entrate, quindi non vi rientrano tributi quali IMU, TASI...);


- oltre il termine di cui al punto precedente, la sanzione è ridotta ad 1/6 del minimo (anche in questo caso deve trattarsi di tributi gestiti dall'Agenzia delle Entrate).


Affinché il ravvedimento sia valido, occorrerà provvedere oltre al versamento del tributo e delle sanzioni, anche al versamento degli interessi nella misura del saggio legale pari all'1% annuo fino al 31/12/2014 e allo 0.5% annuo a decorrere dal 1° gennaio 2015.


A fronte di questo ampliamento dei termini per sanare spontaneamente eventuali errori ed omissioni, la Legge di Stabilità, ha previsto, per gli atti notificati a decorrere dal 2016, l'eliminazione di alcuni istituti deflattivi del contenzioso, quali ad esempio, l'acquiescenza all'accertamento.


Dott.ssa Grazia Previti

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