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Paolo, la tigre di Cuneo


INTERVISTA AL CATECHISTA DI MASTERCHEF

Giovedì 9, Aprile 2015
in  Attualità e Cultura




Paolo Armando,
'la tigre di Cuneo', il catechista chef diventato celebre per il 4° posto
all'ultima edizione di Masterchef, si svela sulle pagine del Corriere di
Saluzzo in edicola giovedì 9 aprile 2015.



Il rapporto con
la fede, l'esperienza di catechista, la semplice bellezza di una vita normale,
solo un po' 'scossa' da un'esperienza straordinaria. Di cui non nasconde
curiosità e qualche segreto.



In esclusiva sul sito il rapporto di Paolo Armando con Masterchef e i suoi segreti.



La
domanda che la maggior parte degli affezionati si fanno è questa: a Masterchef
è tutto vero? I tempi delle prove, le reazioni, i pianti?



«Assolutamente sì, non siamo attori. Lì non
puoi fingere. Davvero non sappiamo che cosa ci aspetta sotto ogni mistery box,
o chi sarà il nostro sfidante al pressure test, o che piatto avremmo dovuto
cucinare il giorno successivo. E così vivi sotto pressione ogni prova ed esce
davvero la tua personalità. Nel bene e nel male
».



Quindi
nessuna amicizia per te nel gruppo?



«Sì, con Arianna siamo diventati amici!».



Arianna,
televisivamente la più antipatica, è quella con cui hai legato di più?



«Lei è forte, non è antipatica, semplicemente
non ha filtri. Quello che pensa, dice. Per questo sembra antipatica, per questo
mi è piaciuta da subito
».



Durante
la prima puntata chi vedevi favorito per la vittoria?



«Senza dubbio Viola, è una grandissima cuoca,
l'unica a essere riuscita a realizzare un dolce con la mozzarella. Ha gusto, è
molto raffinata, meritava almeno la finale
».



E
quando hai lasciato la cucina ai tre finalisti, su chi avresti puntato?



«Su Amelia, era la migliore ad abbinare gusti
e sapori, la sua cucina era eccellente
».



Paolo,
non hai azzeccato un pronostico. Dei due finalisti Nicoló e Stefano, nulla da
dire?



«Nicoló è un vero talento, è il Mozart della
cucina. Mi è piaciuto da subito, in comune abbiamo l'amore per la campagna. Il
suo atteggiamento quasi 'strafottente' è stato sempre e solo una maschera, lui
è un timido, il bambino del gruppo
».



E
il vincitore, Stefano Callegaro?



«Il più determinato: è entrato con la voglia
di darsi un'opportunità per cambiare la propria vita e ce l'ha fatta. Tra tutti
i concorrenti era il più preparato, conosceva tutte le tecniche e tutti gli
ingredienti
».



Nicoló
talento puro, Stefano mostro di esperienza. E a proposito dei giudici? Un
aggettivo per ciascuno: Bruno Barbieri? «Indisponente,
senza dubbio il più 'cattivo'
».



Carlo
Cracco? «Splendido, il più simpatico. Ho
un debole per lui
».



Joe
Bastianich? «Americano: lui incarna
perfettamente lo spirito d'oltreoceano, ti insegna a provarci, pazienza se poi
non riesci. Un grande uomo di spettacolo
».



Che
ha detto che sei stato l'unico concorrente di Masterchef a essere eliminato con
il tuo miglior piatto... «Gli è piaciuto il
gusto 'strong' del tabasco che ho messo nella crema di cavolfiore abbinata alla
zucchina ripiena con tonno e gamberi. Lui apprezza i sapori forti!
».



Perché
al pressure test eri il più forte?



«Perché era una prova in cui dovevi fare cose
più semplici, in pochissimo tempo: cioè quello che faccio tutti i giorni a casa
».



Come
hai reagito di fronte allo 'spoiler' di Striscia la Notizia e alla polemica che
ha coinvolto proprio i due finalisti per le loro presunte esperienze passate in
cucine professionali?



«Malissimo, perché d'impatto ho creduto al
programma di Ricci. Poi la mattina successiva ho sentito Nicoló e mi sono
ricreduto: lui non ha mai lavorato da Sadler, il noto ristorante milanese. Ha
21 anni e ha finito le superiori con un anno di ritardo. Quindi non ne ha
proprio avuto il tempo. Stefano ha lavorato in una multinazionale di dadi e
brodi, ha portato il prodotto in tante cucine, ma non ha mai lavorato in una di
esse. Quindi nessuno dei due ha violato il regolamento
(per partecipare è
necessario non aver lavorato per un periodo superiore a 6 mesi in una cucina
professionale, ndr)».



E
la classifica data due giorni prima della messa in onda della finale?



«Striscia poteva evitare di anticipare il
podio finale: è un programma registrato, chiaro che qualcuno sapeva come
sarebbe finita! Non ha fatto nessuno scoop e ha mancato di rispetto ai
telespettatori
».



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